Ordine dei giornalisti della Campania/ Comunicare la disabilità: empatia, responsabilità e rispetto per un (vero) cambiamento culturale

0
45
Foto di gruppo con il presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania al termine del seminario di Villa Colonna Bandini organizzato in collaborazione con l’Inail. In copertina, la cappella caravaggesca del Pio Monte della Misericordia, foto di Francesco Soreca

Sono un atleta. Non occorre aggiungere altro, sottolinea. E così lo definiscono i giornalisti che descrivono i suoi traguardi. Muratore di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, dopo un incidente in cui ha perso una gamba, Claudio De Vivo, atleta paralimpico, primatista italiano nei 1500 e negli 800 metri, strappa un lungo applauso al pubblico raccolto nel centro convegni Inail di Villa Colonna Bandini durante il corso di formazione professionale Comunicare la disabilità. Cultura e linguaggio, organizzato in collaborazione con l’ordine dei giornalisti della Campania.
Ha appena raccontato come, dopo aver riunite la forza e l’energia necessarie per riprendere in mano la sua vita, rinascendo grazie a una protesi, si sia impegnato fino alle vittorie e di come Papa Francesco abbia toccato il suo cuore quando, in visita a Roma, gli ha detto: Tu sei un campione nella vita.
E ha concluso la sua testimonianza augurandosi che la parola disabilità possa essere presto cancellata dal vocabolario italiano perché ognuno/a è diverso/a e ciascuno/a ha i suoi limiti, anche i gradi chirurghi di fronte a un’operazione complicata.
Ma non è stato l’unico a emozionare in una mattinata così intensa. Incisivo anche Alessandro Forte che, dopo un infortunio sul lavoro, ha superato la svolta drammatica della sua vita (papà di due bambini), immergendosi nel tiro con l’arco paralimpico) e diventando vicepresidente dell’associazione sportiva Arcieri Primavera Cardito.
Accanto a sé la sua famiglia: suo figlio, ora sedicenne e tik toker con tanti follower, diffonde l’educazione ricevuta, invitando online a usare espressioni rispettose nei confronti chi ha disabilità contro sbrigative domande come “Hai la 104?”.
E un altro esempio di come essere differenti non significhi venire esclusi dal lavoro e dalla società è arrivato da Salvatore Mariano educatore della Scintilla Onlus che ha presentato il progetto Scintillarte.
L’iniziativa, nata nel 2023, coinvolge due storiche istituzioni napoletane, il Pio Monte della Misericordia e il Tesoro di San Gennaro, in una virtuosa collaborazione.
L’obiettivo: creare spazi di crescita e partecipazione includendo le fasce più fragili. Protagonisti sono giovani ragazze/i (Roberto, Martina e gli altri) che hanno imparato a raccontare la bellezza, dopo un’adeguata formazione, nel ruolo di guide turistiche, accogliendo e accompagnando il pubblico alla scoperta di due luoghi suggestivi di Napoli, nonché della chiesa di Santa Luciella, a pochi passi da San Gregorio Armeno.
L’intervento socio-culturale dell’istituzione benefica Pio Monte della Misericordia (che concede a La Scintilla in comodato d’uso l’attuale sede nello storico palazzo dell’Ente di via dei Tribunali) si inserisce in un partenariato che dura da tantissimi anni e che si rinnova costantemente.
Tre storie che confermano come l’inclusione non solo sia possibile ma contribuisca ad arricchire il mondo con il rispetto per tutte e tutti.
E sulla necessità di fare attenzione a utilizzare un linguaggio che non ferisca la dignità altrui e che soprattutto superi le barriere imposte dalla cosiddetta normalità sono confluiti tutti gli interventi. Facendo emergere che in realtà le vere barriere sono quelle di una società convinta che la disabilità sia negativa, confinandola in un recinto. Eppure, chiunque, a un certo punto della propria vita, può perdere le abilità precedenti a una caduta, un infarto, un ictus.
Persone illustri come la lady di ferro, la premier britannica Margaret Thatcher e l’ex presidente statunitense Ronald Reagan sono stati spenti dall’Alzheimer prima che la morte ponesse fine alla la loro avventura terrena. Quindi, occorre riscoprire la propria umanità perduta. E, come ha concluso il presidente della commissione cultura dell’Odg, bisogna tenere bene a mente, nel comunicare, sia a livello sanitario che giornalistico, 4 concetti chiave: empatia, responsabilità, consapevolezza, educazione.
Con Lucarelli e Bellofatto, il seminario, coordinato da Simona Bonaura, vicepresidente della commissione cultura dell’Odg Campania, è stato introdotto da Adele Pomponio, direttrice regionale Vicaria Inail Campania. Hanno partecipato: Simona Amadesi (comunicazione Inail), Matteo Schianchi (Università Bicocca), Ida Palisi (direttrice NapoliClick), Annamaria Cirielli (fisiatra), Simona Tozza (psicologa per le malattie neuromuscolari).




RISPONDI

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.