Dopo il successo del weekend inaugurale, il Ravello Festival entra nel vivo con tre giornate tra le più intense e attese dell’edizione 2026 in cui sarà molto evidente il dialogo tra la musica di oggi e quella di ieri, tra ricerca contemporanea e le radici del teatro musicale europeo.
Dal 10 al 12 luglio la Città della Musica ospita un percorso che prende avvio dalla creatività di Luca Francesconi, prosegue con L’Orfeo di Claudio Monteverdi diretto da Jordi Savall e si conclude con il concerto dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, protagonista dell’Anno culturale Romania-Italia 2026.
A Villa Rufolo, sia negli spazi interni che esterni, è inoltre visitabile la mostra realizzata dalla Fondazione Ravello, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma, dedicata a opere di William Kentridge, artista per il quale musica, teatro e immagine sono parte di un unico processo creativo.
Venerdì 10 luglio, di scena il compositore Luca Francesconi, che proprio nel 2026 festeggia il suo settantesimo compleanno. Alle 20, piazza Duomo si trasformerà in un grande palcoscenico urbano per Fresco, spettacolare composizione per cinque orchestre nello spazio, affidata ai complessi bandistici del territorio: Premiato Concerto Bandistico “Città di Minori” (direttore Gioacchino Mansi), Storico Gran Complesso Bandistico “Città di Salerno” (direttore Rosario Barbarulo), Complesso Bandistico “Città di Sorrento” (direttore Giuseppe Maresca), Gran Concerto Bandistico “Città di Fisciano” (direttore Angelo De Carluccio), Associazione “Scuola e Banda Musicale Città di Montecorvino Rovella” (direttrice Gabriella Fasulo) che saranno diretti da Luca Francesconi, con il coordinamento scenico del regista Manuel Renga, grande esperto degli spettacoli di piazza e il coinvolgimento di alcuni artisti di strada.
Il progetto, concepito per far dialogare musica, architettura e spazio urbano, supera il tradizionale rapporto tra palco e pubblico trasformando l’intera piazza in uno spazio sonoro immersivo, nel quale il movimento degli esecutori diventa parte integrante della composizione. Un evento gratuito che porta la musica contemporanea nel cuore della città, riaffermando la vocazione del Ravello Festival a coniugare ricerca artistica e partecipazione.
Sabato 11 luglio, il compositore milanese sarà nuovamente protagonista con Risonanze d’Orfeo, alle o18, nella chiesa di San Giovanni del Toro, affidato ai Fiati dell’Orchestra Sinfonica di Milano diretti dallo stesso autore
La giornata prosegue alle 20.15 sul Belvedere di Villa Rufolo, con uno degli appuntamenti più attesi del Festival: L’Orfeo di Claudio Monteverdi, eseguito in forma di concerto da Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya diretti da Jordi Savall. Considerata l’opera che segna la nascita del teatro musicale moderno, questa favola in musica rappresentata per la prima volta nel 1607 alla corte dei Gonzaga conserva ancora oggi intatta la propria straordinaria forza innovativa.
Il mito di Orfeo, nelle mani di Monteverdi, è una riflessione sul potere stesso della musica: il canto capace di commuovere uomini, dei e spiriti infernali, di piegare Caronte e tentare l’impossibile, fino a trasformarsi nella metafora più alta del teatro musicale europeo. A guidarne l’esecuzione sarà Jordi Savall, interprete di riferimento del repertorio barocco, alla testa dei suoi storici ensemble.
Il cast riunisce Mauro Borgioni (Orfeo), Marie Théoleyre (Euridice e La Musica), Sara Mingardo (La Messaggera), Marianne Beate Kielland (Speranza e Proserpina), Salvo Vitale (Caronte e Plutone) e Furio Zanasi (Apollo). Ad accompagnare il pubblico nell’ascolto sarà, alle ore 17 a Palazzo Avino, l’incontro con Gregorio Moppi e Carlo Fiore, dedicato proprio alla genesi dell’opera monteverdiana e al suo significato nella storia della musica.
Domenica 12 luglio alle 20, sul Belvedere di Villa Rufolo, concerto dell’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest, diretta da Daniel Jinga, con il violinista Alexandru Tomescu (foto), tra i più importanti interpreti romeni contemporanei.
Il programma propone un ideale itinerario tra identità nazionale, virtuosismo e grande balletto romantico. Si apre con la Rapsodia romena n. 2 di George Enescu, pagina sospesa tra malinconia e memoria popolare; prosegue con il Concerto per violino n. 2 “La campanella”di Niccolò Paganini, capolavoro assoluto del virtuosismo ottocentesco, e si conclude con la Suite dal Lago dei cignidi Pëtr Il’ič Čajkovskij, sintesi perfetta della poetica del grande balletto russo, tra fiaba, eleganza coreografica e tensione drammatica. L’introduzione all’ascolto sarà affidata, alle 18.30 a Villa Rufolo, al musicologo Alessandro Cammarano.
Per saperne di più
Learn more
www.ravellofestival.com
www.fondazioneravello.it
www.villarufolo.it







