Quando il sublime e la bellezza dell’arte servono per denunciare e gridare contro le brutture della societ , è ciò che fa Roberto Coda Zabetta che affida alla “Verit ” (Verdade) le sue opere. Oggi, alle ore 19, e fino al 2 settembre, negli spazi della Canonica della Certosa di San Giacomo a Capri con la direzione di Rossana Muzii, l’Associazione Culturale ArteAs presenter  la mostra personale dell’artista biellese dal titolo “VERDADE” a cura di Guilherme Bueno, Maria Savarese e Maurizio Siniscalco.
L’esposizione presenta 27 lavori inediti, in anteprima assoluta italiana, che verranno successivamente presentati al MAC – Museu de Arte Contempornea de Niteri a Rio de Janeiro dal 29 settembre al 3 novembre 2012.
Le opere di Coda Zabetta prendono spunto dalla memoria di quanti hanno sofferto la detenzione in uno dei più spietati sistemi di prigionia del mondo quello delle carceri brasiliane, durante il periodo di dittatura dal 1964 al 1984. Bambini, giovani e donne sparirono senza lasciare traccia, se non quella indelebile nei ricordi di tutti coloro che indirettamente vissero quella tragica esperienza.
Classicismo e contemporaneit  fusi insieme per dar vita a un gioco chiaroscurale tra il candore del “finto” marmo scultoreo e il buio e l’ombra delle immagini in smalto ritratte. Il bianco e il nero, il pulito e lo sporco, l’innocenza e la colpa, la luce e il buio, il sacro e il profano, tutti opposti che convivono perfettamente nell’opera di Coda Zabetta che intende cos sottolineare la dicotomia e il contrasto che sussiste in un luogo orribile come un carcere, luogo di detenzione ma che diviene esso stesso luogo di tortura e di aggressione. Predomina l’angoscia, si legge nei volti rappresentati, quei visi tutti uguali di chi ha oramai perso la speranza.
Le opere sono divise in due sezioni Tables, dodici opere di piccolo formato, con cornici settecentesche in cui sono incastonati oggetti di uso comune o religiosi, piccoli bronzi e preziose terrecotte, reliquie appartenute agli stessi desaparecidos e, all’interno, ritratti dipinti velocemente con ancora i segni della matita a fare da sfondo. Accanto a essi, Escudos, quindici dipinti di grande formato, realizzati su vecchi tessuti, raffiguranti volti quasi uguali, un ripetersi di immagini con una storia piena di materia in tutte queste opere Roberto Coda Zabetta non racconta mai la morte, ma la verit  contemporanea. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Ad Est dell’Equatore con testi di Guilherme Bueno, Maria Savarese e Maurizio Siniscalco e foto di Salvino Campos.

Orari di visita
marted domenica h 9.00-14.00 chiuso luned
Ingresso libero

L’esposizione è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della Citt  di Napoli e dall’Associazione Culturale ArteAs di Maurizio Siniscalco. La mostra è realizzata con il Patrocinio della Citt  di Paraty gemellata con la Citt  di Capri, dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro e della UERJ – Universidade do Estado do Rio de Janiero.

Nelle foto, quattro opere in mostra