Il mare, un amore infinito. Giuseppe Farace, fotografo e giornalista napoletano, lo fotografa a modo suo, offrendolo allo sguardo del pubblico. Dall’11 gennaio al 5 febbraio a chi visiter  la mostra allestita nella libreria Feltrinelli di santa Caterina a Chiaia (Napoli).
” I giganti del golfo” sono i colossi che nuotano dalle nostre parti. “Non è possibile dice- descrivere l’emozione che si prova immergendosi accanto a un enorme capodoglio e incrociando il suo sguardo curioso e mite. E’ stata sicuramente una delle esperienze più intense che abbia vissuto nel corso della mia carriera di fotoreporter. Ho voluto documentare fotograficamente la presenza dei grandi cetacei nel mio mare, il Golfo di Napoli, per mostrare a tutti questa realt  poco conosciuta”.
Dodici anni trascorsi a Parigi, con la passione serrata nel cuore per un mondo cui dedica la vita. Esperto di nautica, istruttore subacqueo, velista, inizia a fotografare nel 1976 e da fotoreporter punta il suo obiettivo su settori differenti sport, natura, turismo, archeologia, partecipando con i suoi scatti a parecchie esposizioni.
Le sue immagini sono apparse su riviste italiane e straniere. Coinvolto nella giuria di importanti manifestazioni di fotografia “Festival Okeanos” Montpellier – Francia nel 1993 (presidente della giuria), “International Underwater Photo-Video Festival Marmara” Istanbul Turchia nel 2002, “Festival Mondial de l’Image Sous-marine” – Francia nel 1993, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 2001.
Direttore di corsi di fotografia, Farace, nel reportage proposto alla Feltrinelli, documenta la presenza di enormi capodogli e balenottere comuni nel Golfo di Napoli. Particolarmente spettacolari le immagini subacquee di un capodoglio di 15 metri, scattate in apnea. Un messaggio ambientalistico il suo, perch innamorandosi di queste riprese naturalistiche, la gente impari anche a tutelare un bene comune.
Nel corso delle sue traversate nel Mediterraneo, al timone di un catamarano a vela, ha incontrato micidiali reti derivanti; dannosissimi strumenti di pesca fuorilegge che distruggono i cetacei e causano notevoli problemi alla navigazione, soprattutto di notte. E ha presentato una denuncia alla Guardia Costiera, fornendo indicazioni dettagliate sulla posizione delle reti.
"Ho vissuto una brutta esperienza durante una traversata estiva dal Golfo di Napoli alle isole Eolie, andata e ritorno senza tappe. Sono partito da Casamicciola alle 11,30 raggiungendo le coste calabresi a mezzanotte. Qui ho dovuto deviare la mia rotta per la presenza di reti segnalate da boe luminose. Ho visto almeno sei pescherecci che operavano nella zona. Di ritorno, sempre di notte, all’1,40 circa, ho notato altri segnali luminosi. L’intrico delle reti era assolutamente impenetrabile e ho dovuto virare in mare aperto per evitare di rimanere bloccato. Per oltre tre ore, fino alle 4,53, ho dovuto fare manovre per evitare le reti, aiutato da due membri dell’equipaggio che illuminavano il mare con delle torce. Il notevole ritardo accumulato rispetto al mio piano di navigazione non mi ha permesso di evitare una perturbazione con mare molto mosso al largo di Capri. E’ stato un vero e proprio incubo! La Comunit  europea ha imposto da tempo l’abolizione delle reti derivanti che catturano e uccidono tutto ciò che nuota in alto mare, comprese le specie protette, tra cui delfini, balene e tartarughe marine, e rendono molto pericolosa la navigazione. Nel Tirreno, invece, l’uso delle reti derivanti, dette anche ‘spadare’, è purtroppo diffuso soprattutto d’estate. La Guardia Costiera di Napoli, nell’agosto del 2004, liberò cinque capodogli, due femmine e tre piccoli, intrappolati in una rete derivante al largo di Palinuro. Ma è estremamente difficile il controllo in mare aperto".

Per saperne di più
www.farace-reporter.com

In foto, scatti di Farace

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