Storie da un manicomio. Oggi, gioved 7 aprile (ore 18) alla Feltrinelli di Napoli, in via Santa Caterina a Chiaia 23, Raffaele Sardo, scrittore e giornalista; Domenico Ciruzzi, avvocato; Enrico De Notaris, psichiatra presenteranno con l’autore, il volume di Adolfo Ferraro “Materiali dispersi. Storia dal Manicomio Criminale” (Tullio Pironti editore, pagg. 100, 12 euro). Un filo conduttore che ci riporta alla legge Basaglia la quale fu approvata nel 1978, dopo anni di sensibilizzazioni sugli abusi dei manicomi, e prevedeva il rientro nel territorio (e consequenziale accettazione) dei pazienti. E mentre la legge 180 ha faticato ad essere attuata ( ci sono voluti molti anni , e ancora ci sono enormi difficolt  di gestione sul territorio) l’ospedale psichiatrico giudiziario ha continuato la sua strada fuori dal tempo, con i suoi reclusi e spesso con i suoi dimenticati dichiara l’autore del libro. Ed oggi come è la situazione ci chiediamo.

“Mentre sul territorio la psichiatria viene sempre più ridotta a strumento di controllo e non di cura , negli ospedali psichiatrici giudiziari è aumentata negli ultimi anni la presenza del penitenziario , al posto di un aspetto sanitario che non sempre è presente. E curare diventa complicato”. Il tempo nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa rappresenta un “luogo” difficilmente identificabile dove agisce una schiera di esseri umani con vari ruoli gerarchicamente distribuiti che si aggira, aspetta, si ricorda, ride e qualche volta piange, spesso si lamenta, a volte si arrabbia e poi ricomincia da capo. Ventuno storie, divise in tre capitoli Le tragedie, I delitti, Vite brevi. La contessa Pia Bellentani, che uccise l’amante a sangue freddo durante una serata mondana nella sua villa sul lago di Como; Leonarda Cianciulli, nota come la “saponificatrice di Correggio”; il “mostro di Posillipo”, Andrea Rea. E ancora, il serial killer Giancarlo Giudice, che tra il 1982 e il 1983 uccise otto prostitute; i “fratelli di sangue” Bartolomeo Gagliano e Francesco Sedda; lo psichiatra folle Arturo Geoffroy. Personaggi noti, ormai parte della memoria collettiva oppure sconosciuti, dimenticati, sempre disperati, segnati dalla malattia mentale, che hanno in comune l’esperienza dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa, altrimenti detto “Manicomio criminale”.

E sono proprio i crimini, i loro autori e le loro follie a essere indagati e raccontati dalla penna di Adolfo Ferraro con taglio giornalistico e naturalezza espressiva. E con ironia alla domanda perch si dovrebbe comperare questo libro l’autore risponde “Materiali Dispersi è fatto per quello che può essere un libro usabile per leggere,ma anche per riempire un buco nella libreria , per fermare uno spiffero di inverno, per funzionare da “sopponta” sotto un tavolo sghembo , per farci con i fogli le barchette di carta e metterle a mare a posillipo, per mettertelo sotto il braccio e cos non ti senti solo solo. E per molti altri motivi”.

Ad arricchire l’incontro, le letture di Anna Gesualdi e Giovanni Trono del laboratorio di teatroterapia dell’Opg di Aversa.

In foto, Adolfo Ferraro