Madame Bovary alla Galleria Toledo dal 24 al 26 marzo, vincitore della rassegna Stazioni d’Emergenza atto VI, drammaturgia e regia Luciano Colavero con Chiara Favero (in foto), scene Alberto Favretto Marcello Colavero, suono Michele Gasparini, luci Elisa Bortolussi, costumi Stefania Cempini.
 Il teatro si costituisce sull’operato del corpo dell’attore. Il gesto non esiste in quanto fine a se stesso, ma si sovrappone al progetto drammaturgico, che gravita virtualmente attorno alla stessa sostanza fisica del materiale scenico; è così che prende forma, per precisa volontà del drammaturgo, l’evento della messa in scena. La visione critica di Gustave Flaubert, che già nel 1856 (in questo romanzo fu al centro di un noto processo per oltraggio alla morale) intuiva i limiti dei modelli sociali racchiusi nel mito borghese. La protagonista è   corpo imprigionato dal desiderio, che trova habitat ideale in una stretta pedana, spazio limitato e claustrofobico, atto a raccontare allo spettatore la prigionia di una identità ossessionata dal desiderio di essere “altro da ciò che si è”.
Emma Bovary si comporta come un animale costretto in una gabbia, tormentata dalla noia di un’esistenza insulsa, schiava della compulsività bulimica espressa dal disordine alimentare e sessuale simboleggiante il desiderio negato, ridotta sul lastrico dalla spinta consumistica che vuole nell’affanno per il possesso degli oggetti l’ottimale definizione della scalata sociale verso uno status ideale irrealizzabile.
La vorace Emma, nell’affanno della sua corsa verso la ricerca di una felicità utopica, ispirata dal modello ideale delle eroine sentimentali dei romanzi di cui è avida lettrice, divora arsenico rubato per trovare nell’agonia auto-inflitta l’unico segno verace del suo esistere: il suono vivo e pulsante del suo stesso cuore dolente. Emma entra correndo. Correndo sulla pedana. Su quella linea retta, senza possibilità di fuga, percorre la vita che le rimane. Avanti e indietro. Fino alla fine. Mentre le mosche ronzano. Mentre Charles, forse, l’ascolta “dall’altra stanza”, senza fare niente. Mentre io la guardo dal buio della sala, insieme agli altri spettatori, senza fare niente. La guardo mentre la fa finita. La guardo mentre finisce di farla finita. Fino all’ultimo battito del suo cuore».
Oggi, giovedì 23, incontro alla Libreria UBIK, ore 19.00, Francesca Saturnin, critica teatrale, con Colavero e Chiara Favero. Ore 20.00, Tu che mi aspetti al binario 6, Nazareno Barone reading di poesia contemporanea, Davide Chimenti fisarmonica. Alle 20.15
Refole e’ viento, viaggio attraverso la sensibilità, le storie, il coraggio delle donne  Galleria Toledo teatro stabile d’innovazione via Concezione a Montecalvario, 34  t. 081425037. linea 1M stazione Toledo.
Orari spettacoli: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.30
domenica ore 18. Biglietti dal martedì alla domenica intero 15 euro / ridotto 12 euro (per convenzionati e over 65) / giovani under 30 10 euro promozione  per gruppi  (minimo 10 persone) 10 euro convenzione Feltrinelli con Carta Più e Carta MultiPiù, Ubik 10 euro
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