«I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale». Così l’articolo 18 della nostra Costituzione spiega che cos’è il terzo settore. Ovvero un microcosmo variegato che dà linfa alla realtà socio-economico italiana, pure dal punto di vista della tutela sociale.
Il 38 per cento ha natura mutualistica perché concentra la propria attività sui bisogni degli associati. La maggioranza è, invece, tesa al bene comune. Gran parte di queste associazioni ha entrate inferiori ai 30 mila euro. Obiettivo naturale della riforma è quello di dare sistematicità e organicità a questo pianeta.
Ne fanno parte: organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Per chiarire come  muoversi secondo le  linee di questo cambiamento e cogliere le nuove opportunità per la raccolta di fondi, l’Associazione italiana fundraiser (assif) ha organizzato, sotto il Vesuvio,  venerdì 16 marzo, alle 14.30  un incontro per offrire risposte concrete e suggerire come muoversi tra le novità della legge. Ospiterà il dibattito  la sala Marrama della Fondazione Banco Napoli, in via Tribunali 213 (a Palazzo Ricca, foto). Interverranno: Paolo Di Lauro, Marco Musella e Carlo Mazzini.
Per saperne di più
www.assif.it
gruppo.campania@assif.it