Trittico per Rosa, poema di Giuseppe Bilotta è un volume edito dall’ Istituto Culturale del Mezzogiorno (pp. 322, euro 15). Scrive nella prefazione Antonio Filippetti «In questo fiore è racchiuso l’intero percorso della storia letteraria del nostro paese la “rosa fresca aulentissima” di Cielo d’Alcamo segna l’inizio di un percorso che giunge fino al romanzo “Il nome della Rosa” di Umberto Eco che come si sa termina col richiamo al verso di Bernardo Morliacense ” stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”, a conferma della universalit  anche dei significati “rinnovabili” che il fiore racchiude in s e sempre rappresenta. Senza trascurare il valore spirituale che il fiore esprime e sostanzia e che non a caso Dante santifica allorquando contempla la Candida Rosa composta dalle anime dei beati nella celebrazione del trionfo di Dio (Paradiso canto XXXI) ».
Nel Trittico Bilotta fonde fiore e persona. Ama con la stessa intensit  Napoli e Rosa. «Che cosa sei Napoli, che cosa sei Rosa,/ e tu arte, sempre più pura e libera,/che inaugura un mondo nuovo/ di toni e visioni sublimi? ». Canta con la sensibilit  raffinata colta gentile di un poeta stilnovista contemporaneo il ritratto di Rosa donna sensuale amata cercata sognata per una vita intera «col mio amore per l’arte e per Rosa».
Giuseppe, poeta, scrittore, pittore, critico d’arte, ha scritto saggi su molti autori della letteratura francese. Ha pubblicato tre volumi di poesie e testi sulla pittura moderna. Dal 1985 dirige la Collana dei Quaderni d’Arte ed. Lo Spazio di Napoli. Nel 1990 fonda e dirige Orma quadriennale di arte e cultura ed. Lan Napoli. Vive una passione da amante appassionato timido muto romantico per Rosa, nome tra i più diffusi.
Lei lo coinvolge da protagonista nella cultura forse come Laura per Petrarca e come Beatrice per Dante lo induce a viaggiare non da turista ma da amante nei vicoli del Centro Antico, quartieri di Napoli, chiostri, castelli, musei, librerie, mostre d’arte, teatri, concerti, convegni con bramosa ansia di incontrare Rosa.Scrive dipinge canta in versi per ammaliare e conquistare la sua Rosa come Partenope fece per Ulisse.«Col sole bianco che fa aureola agli alberi/del chiostro di San Marcellino e Festo,/ove non giunge n voce n rumore molesto,/ avanzo verso dite». E ancora «… Rosa,/ ti rivedo seduta, composta e sorridente,/ con la testa inclinata ad ascoltare i discorsi/ della famiglia riunita, il sabato sera/… in vico Santa Maria Apparente/… Quando tu intervieni…/le tue parole, precise e accorte, alternate/a sorrisi e ammiccamenti a espressioni serie,/ a disinvolte torsioni del busto armonioso,/… che sembra partire dal glissando di clarinetto,/ con cui comincia la Rapsodia in blu di Gershwin”. «All’Allegro ma non troppo del concerto grosso/ in Fa maggiore di Haendel/… al Parco Estasi, riconosco che devo a te, Rosa,/ di avermi reso, per qualche tempo,/più sensibile alle preoccupazioni spirituali/ Con te vicina, come è dolce il sapere!». «Sono cos follemente preso di te, Rosa,/ che ti cerco nell’aria, nel vento, nell’onda/ che si schianta con fragore sulla scogliera». «Smanio per te, Rosa, tra la gente e solo».
Giuseppe è l’uomo poeta che desidera amare ed essere amato per la sua cultura e non per l’abito firmato. La sua palestra è dove si studia e si fa arte o le vie della sua Napoli in cui risuonano da 27 secoli voci di poeti filosofi pittori musicisti stranieri e napoletani. La strada è luogo di incontri con artisti e gente di varie etnie da cui si apprende l’evoluzione dei costumi per poi sognare un diverso futuro più democratico fatto di pacifica e fratellanza convivenza. Bilotta ci induce a sognare, a fare arte, ad amare intensamente senza violenza e gelosia che rendono l’essere umano selvaggia bestia. «Su questa dura terra,/tutto si intreccia e si scioglie/ come in un intrigo o un amplesso/ e nulla ci appartiene».
In copertina Dama di Micene del XIII secolo a.C. presente nel Museo Archeologico Nazionale di Atene.Immagine che simboleggia la poliedricit  della cultura di Giuseppe. La Grecia antica culla della cultura occidentale, teatro, democrazia, letteratura,filosofia, del modo saggio di insegnare, sport stimolo per l’arte, rispetto per la natura se si pensa alla piccola brocca di Gurni  in cui il polpo non è solo decorazione crea la forma del vaso con la dinamicit  dei suoi tentacoli vivo agile veloce nel fondo marino tra le alghe.
Più di tutto simboleggia la donna ispiratrice di ogni forma d’arte ed educatrice delle nuove generazioni.«Come la bella e volubile Fiammetta è,/per Boccaccio, fonte di sensazioni brucianti,/cos lo sei tu per me».Il poema è accompagnato da dieci pitture con la tecnica del collage dello stesso autore tra cui la mia morbosa ossessione per Rosa, Fuoco e Rosa, Come hai potuto, Rosa, lasciare un uomo come me?, Rosa l’amoroso canto. Il volume, alla sua terza edizione, sar  presentato mercoled 3 febbraio alle 17,30 al Blu di Prussia, in via Filangieri n. 42 adiacente al cinema, da Salvatore Pica, Carlo Di Lieto, Lucio Ruffolo, Filippetti e Bilotta.

Nella foto, la copertina del libro