Napoli Senzatomica, mostra di ricordi parole immagini suoni video a Castel Sant’Elmo fino al 17 aprile 2016 ingresso libero ore 9/ 18, lancia il messaggio “trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”. L’evento promosso dall’Istituto Buddista in Italia “Soka Gakkai” ha il patrocinio Regione Campania, Comune di Napoli e Salerno, Museo Archeologico Nazionale ed istituti culturali.
La mostra, gi  presente in altre 60 citt  italiane con affluenza di 275.000 visitatori tra cui oltre 100.000 studenti, viene ospitata a Napoli in un castello fortezza angioina del 1275 luogo simbolo di guerra armi invasioni morte miseria fame trasformato dal 1982 in Centro di arte antica e contemporanea. In questo inizio di primavera col Giubileo della misericordia, Napoli, colta ospitale cattolica, da Sant’Elmo che domina la citt  e baia, sussurra al mondo di sostituire il dialogo alle armi per la convivenza pacifica tra varie etnie e comunit  religiose, accoglienza fraterna per lenire le sofferenze di chi fugge dalle guerre.
La Pace è ideale con lotta costante con perseveranza determinazione coraggio speranza di una moltitudine di impotenti contro pochi che costruiscono armi. Per i pochi è smisurata ricchezza per gli altri è miseria e morte. La pace rende umani oppressori e oppressi. Gli armamenti costano ogni anno 1747 miliardi oltre a stipendi alloggi spedizioni esercitazioni consumi e spese varie tanto da moltiplicare a dismisura l’enorme cifra iniziale.
Siamo tutti sotto la minaccia costante di guerre con armi nucleari chimiche biologiche chedistruggono la fiducia di vivere. La lotta per la Pace tende a creare la cultura della non violenza per dare a miliardi di esseri umani i bisogni primari libert  democrazia casa acqua elettricit  scuole fabbriche ospedali. Vediamo immagini di profughi che fuggono ostacolati da muri poliziotti inumanit  di Europa e America. Non si pensa a traghetti con scorte armate come per il trasporto di merci in cui erano assoldati i due marinai inquisiti in India. La vita di un bambino probabile un futuro Mandela Leonardo Dante vale molto meno.
La mostra documenta la storia di Sadako Sasaki, bambina di 2 anni sopravvissuta alla bomba “little boy” sganciata il 6 agosto del 1946 alle 8,15 su Hiroshima e Nagasaki. A 12 anni muore per leucemia conseguenza delle radiazioni. Nei 14 mesi in ospedale realizza gru con qualsiasi carta che secondo una leggenda giapponese chi crea mille gru di origami può esprimere un desiderio. Mor ma vinse la sua lotta diventando simbolo di pace e speranza. Lei nel Parco della Pace di Hiroshima è raffigurata con le mani tese verso il cielo pronta a lanciare una gru d’oro e ai suoi piedi una targa “Questo è il tuo grido. Questa è la nostra preghiera Pace nel mondo”.
Ogni visitatore lascia una gru di carta e un messaggio nell’urna. In un video Soka Gakkai, vittima delle radiazioni a 16 anni, racconta le sue atroci sofferenze di giovane donna e il suo impegno nel sociale e nelle scuole per ricordare il tragico mattino con 23.000 morti in un attimo, pioggia nera come catrame sui corpi, nell’acqua cibi orti, vermi sotto pelle, cicli mestruali incessanti per mesi, dolori fisici che rendono impossibile ogni movimento, l’atrocit  di non poter essere mamma, la discriminazione di chi era salvo.

Alla cerimonia inaugurale Rosaria De Cicco ha letto la proposta di Pace presentata all’Onu nel 2011 dal presidente di ” Gakkai” Daisaku Ikeda. Marina Giugliano ha suonato un brano di Bach al violoncello.
Tamotsu Nakajima, presidente “Gakkai” citando Ikeda “Gli esseri umani hanno il compito di contribuire alla creazione di valore nell’evoluzione della vita attraverso la propria comprensione della dinamica dell’universo e della interrelazione tra la vita e il proprio ambiente. Potremmo dire che l’universo stesso ha dato all’umanit  la missione di proteggere il complesso sistema ecologico della Terra e di contribuire alla creazione di valore nella biosfera”. Ufficio stampa Polo Museale Simona Golia.

Per visite guidate per scuole e gruppi tel. 366. 8724109. Museo Sant’Elmo via Tito Angelini 22 Napoli.

Nella foto, una sezione della mostra