Per la prima volta dal 1999, anno in cui vinsero entrambi l’Oscar per American
Beauty, Sam Mendes e Kevin Spacey tornano a lavorare insieme. Non
si tratta di un set cinematografico, ma di un palcoscenico teatrale dove
prender  vita il monarca della casa di York.
Riccardo Duca di Gloucester e fratello di re Eduardo, usurpatore di anime, di
vite , che, per il potere, uccidendo il suo stesso sangue, mentir ,
inganner , pur di arrivare al suo scopo in una Inghilterra appena uscita
da una guerra civile. Riccardo farabutto, deforme, gobbo fin dalla nascita, è un
uomo scellerato, monco e villano, pieno di odio di rancore, mellifluo e cattivo
con sete di potere, lui stesso si definisce “sottile e pericoloso”. E
ancora “Ho deciso di fare il delinquente. E odiare gli oziosi passatempi di
questa nostra et .”
La scena, firmata da Tom Piper, è un grande salone con porte laterali. Alla
fine del primo atto, una parete si sposta per far posto ad altre porte, rendendo il
salone ancora più profondo. Le porte si apriranno, si chiuderanno,
materializzando e smaterializzando i molteplici personaggi e i vari elementi
scenici. Kevin Spacey reciter  per oltre tre ore con un tutore alla gamba che
gli storcer  un piede, una posticcia gobba, una postura gestuale difficile e
faticosa, solo a tratti si appogger  a un bastone o a una spada.
Spacey non
“americanizzer ” per niente la sua recitazione, pronuncer  in
perfetto inglese e tutti le
attrici e gli attori saranno in sintonia nel fronteggiarsi con un calibro da
premio Oscar. Una operazione moderna che mantiene fede però al linguaggio e al
testo di Shakespeare . Molti momenti intensi, emozionanti, dalla cattiva
ilarit  di Riccardo (“Prenderò per moglie la figlia più giovane di Warwick.
S, le ho ucciso marito e padre, ma che importa?”) al sogno e risveglio dove
Spacey regala un grande momento al folto pubblico accorso al teatro Politeama. E ancora,
i monologhi di lady Anna, della Regina Margherita, della Regina Elisabetta, l’intensit  degli attori tutti e la bravura registica non intralceranno nemmeno lo spettatore che non comprende l’Inglese (anche perch è stata sbagliata la posizione della translation).
Un lavoro teatrale sicuramente faticoso per gli attori,
ma anche per tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione
dietro le quinte.
Interessanti i costumi anni quaranta, cinquanta, con divise
militari che ricordano una epoca fascista, firmati da Catherine Zuber.
Spacey alla fine dell’ultimo spettacolo ringrazier  la generosit  del pubblico (Beautiful country, beautiful people, beautiful city), aggiungendo che è l’ultima replica in Europa e la centesima in totale.
Interessante è l’analisi del critico teatrale del Guardian, Michael Billington “Sam Mendes ha realizzato un allestimento contemporaneo di
chiara bellezza in cui il protagonista diventa l’archetipo del dittatore. L’
allestimento contemporaneo ci ricorda come i dittatori cercano delle vie per
legittimare il loro potere e diventano degli abili manipolatori della stampa”.
Le allusioni al regime di Gheddafi nonch a molti altri sono chiaramente
volute, ma secondo Billington il vero pregio dell’opera sta nella sua capacit 
di “comprendere la solitudine”.

Note- Dalla prima rappresentazione teatrale fino alle recenti produzioni
cinematografiche, la "leggenda nera" di Riccardo III ha sempre goduto di una
vasta fortuna. L’intelligenza sfavillante e demoniaca dell’usurpatore, la sua
mostruosit  morale, emblema di un mondo governato dalla violenza, dalla frode e
dalla paura, mettono in ombra ogni altro personaggio di questo dramma della
volont  di potenza. Shakespeare non giudica Riccardo n lo condanna, ma
suggerisce un nesso tra la sua smodata malvagit  e la sua deformit  fisica.
Contro quella "perfida natura" che l’ha "solo per met  sbozzato", Riccardo III
ingaggia una sfida disperata "Visto, dunque, che il cielo ha cos formato il
mio corpo/l’inferno perverta la mia mente sicch corrisponda ad esso". Il
ritratto scespiriano di re Riccardo Plantageneto e del suo "regno del terrore"
offre un’immagine del tutto negativa del personaggio. La verit  storica,
secondo i maggiori storici contemporanei, è molto diversa. Secondo e ultimo
monarca della casa di York, regnò per poco più di due anni, e il suo breve
regno non fu più crudele o ingiusto dei suoi predecessori o di coloro che lo
seguirono.

Sam Mendes – Il "Riccardo III" ha debuttato a Londra lo scorso 29 giugno.
"Dopo American Beauty sono assolutamente felice di lavorare di nuovo con Kevin,
e sono doppiamente felice che porti avanti The Bridge Project. Riccardo III è
un testo che amo, e credo che Kevin sia nato per interpretare questo ruolo.
Sono anche soddisfatto che la collaborazione tra i nostri tre partner si sia
rafforzata e arricchita con il tempo di altre collaborazioni internazionali che
ci hanno permesso di allungare il nostro to            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHur mondiale anno dopo anno",

Kevin Spacey "Sam è uno dei migliori registi con il quale ho avuto il piacere
di lavorare e non avrei mai creduto di avere di nuovo questa opportunit  amo il
suo modo di lavorare e di plasmare l’attore. Confrontarmi con un personaggio
cos straordinario rende questa esperienza memorabile". E sul protagonista
dell’opera il premio Oscar dice "Potrebbe assomigliare a qualcuno che si
comporti come un Gheddafi… o come un qualsiasi dittatore. un personaggio
che esige grande impegno fisico e psichico, destrezza nella lingua, e pretende
da un interprete che cacci da se stesso tutta la gamma della propria anima,
teatrale e no; una figura estrema, che costringe l’attore a confronti estremi
con il bene e con il male".

In foto, Spacey è Riccardo III