A teatro c’è un inizio e una fine. Come nella vita. Per investigare, dunque, aspetti decisivi del nostro essere nel mondo, un filosofo non potrebbe scegliere luogo più adatto. Similitudini e analogie che hanno costituito il punto di partenza dell’analisi condotta da Jean Luc Nancy in “Corpo Teatro” (Cronopio- prima edizione europea, pp. 68, euro 9,00), traduzione di Antonella Moscati. Lungi dall’essere apoteosi dell’artificio, “il teatro afferma l’autore- è cessazione del segreto”.

Sulla scena, infatti, l’attore attraverso la “pragmatica del corpo” rivela la verit  dell’anima. Il corpo parlante è gi  di per s teatro. Per Nancy, dunque, la teatralit  precede il teatro. Il teatro propriamente detto non fa che “ri-presentare” la volont  dell’esistente di mettersi in scena, dando vita allo spettacolo del mondo. Rappresentazione nel senso di un “ri-presentarsi”.

Partendo dall’etimologia della parola, Nancy accompagna il lettore in questo viaggio alla scoperta del significato profondo della messinscena. Una riflessione sul teatro non può prescindere dalla sua originaria dimensione scenica: la tragedia greca. Nella seconda parte del testo, “Dopo la tragedia”, egli si interroga sull’idea del “tragico” nel comune sentire. “C’è una confusione o un abuso dei significati quando parliamo di una tragedia dei campi, di una tragedia dell’11 settembre, di una tragedia del Rwanda o della Nigeria, della fame o della prostituzione infantile”.

Per i contemporanei sono catastrofi e disastri senza verit . L’azione tragica, al contrario, conduceva a scoprire una ragione dell’accaduto secondo una chiave etica. Il dolore portava alla conoscenza in quella esperienza irripetibile ed esemplare che veicolava “una religione civile”. Il richiamo al dramma classico non è una sterile idealizzazione del passato. “Noi non possiamo fare ritorno alla tragedia”.

Tuttavia, Nancy, come tutti gli spiriti inquieti, si domanda se “dal cuore stesso del nostro mutismo”, potr  sorgere un’altra “cerimonia della parola”, un’altra “liturgia del senso e del verit “.
In occasione dell’uscita del volume, lo scorso 24 giugno al teatro Mercadante la casa editrice Cronopio ha promosso un incontro con l’autore. Tra i relatori Andrea De Rosa, direttore del teatro.

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