Viaggio nella storia di Napoli è la mostra “Pompei e l’Europa 1748-1943” al Museo Archeologico in contemporanea all’Anfiteatro di Pompei promossa dalla Soprintendenza dei siti archeologici di Pompei, Ercolano, Stabia e dal Museo (fino al 2 novembre). Più di 200 opere (foto) tra reperti antichi e capolavori di artisti europei degli anni indicati nel titolo (dipinti, disegni dei luoghi, piante sezioni assonometrie dei monumenti, stampe, libri, fotografie, sculture, scenografie, vasi, oggetti di arredo, monili) provenienti da musei italiani e stranieri. Napoli ha vissuto per due secoli il Grand Tour con l’arrivo in citt  di artisti, scrittori, giornalisti, diplomatici, poeti attratti dal San Carlo, scuole di musica, Vesuvio, Pompei ed Ercolano citt  monumenti.
Pompei non è mai morta. Unica citt  distrutta tragicamente in una sola notte dal Vesuvio che, forse pentito, l’ha coperta di cenere per conservarla ai posteri. E’ tesoro inestimabile di storia e di cultura. In essa si coglie ancora la vitalit  di una citt  laboriosa e vitale con botteghe su larghi decumani. Fa immaginare la vita dei suoi cittadini dediti all’otium, riposo della mente, nelle proprie case e nella vita sociale. Il giardino e l’orto in casa, le pitture sulle pareti con scene di vita ludica come mostrano gli amorini, danzatrici, scene di sesso, composizioni floreali, teatri, anfiteatro, terme, palestre, tempi, forum, case di prostitute. La sua tragedia appassiona ma, forse, ancora di più averla trovata sepolta viva.

Gli illustri viaggiatori hanno viaggiato per settimane tra tante difficolt  per poter vedere il miracolo di una citt  tornata in vita per volont  di Carlo III.
Giunti hanno colto in essa l’ispirazione per dipingere, scrivere tragedie e romanzi letti nel mondo, comporre “il flauto magico” e “le nozze di Figaro” e dello stesso Mozart, a Napoli all’et  di 14 anni, “Cos fan tutte” ricordando la nostra citt .
Tra i tanti Ingres, Picasso, Normand, le Courbusier, Moreau, de Chirico, Foscolo, Winchelmann, Veronesi padre, Moulin, Canova, de Moratin, Flaubert, Twain, Addison, Melville, Goethe, de Montesquieu, de Sade, Stendhal, Dumas, Dickens.
Charles de Brosses, archeologo a Napoli nel 1739-40, elogiò il ritrovamento di un centro urbano e Scipione Maffei scrisse “o qual grande ventura de’ nostri giorni è mai, che si discopre non uno ed altro antico monumento, ma una Citt “.Per Chateaubriand Pompei “le plus merveilleux muse de la terre”. Nei dipinti a olio o ad acquerello, nei disegni e nelle incisioni, gli artisti hanno immaginato la vita dei pompeiani nelle botteghe e donne in casa o alle terme. La donna nella cultura pompeiana è ispiratrice d’arte, leggiadra e gioiosa nelle danze, amante.
L’allestimento, privo delle raffinate geometrie pompeiane, ha enormi volumi ingombranti che annullano la visione del salone molto scenografico, opere incastrate in buche strette o messe come stoviglie sui piani. Mentre nei disegni si legge la passione del pubblico dell’epoca presente nel sito archeologico non è evidenziata l’influenza degli scavi nella cultura dei presepi napoletani in cui la grotta è sostituita da elementi classici architettonici e i pupi hanno abiti del’700.

Museo Archeologico Nazionale

Piazza Museo Nazionale, 19- Napoli
Orari
Aperto tutti i giorni, 9.00→19.30
Chiusura settimanale marted
Biglietto
Intero € 13,00
Ridotto € 9,00