Omero finisce in tribunale. E precisamente nella sala Metafora del nuovo edificio al centro direzionale di Napoli, su iniziativa del consiglio dell’ordine degli avvocati presieduto da Francesco Caia. Ci sar  grazie a Ettore Capuano e alla traduzione in esametri, dal greco antico, della Odissea di Omero (fedele al testo originale; in foto, la copertina) che verr  presentata marted 24 febbraio alle 11.30.
Con l’autore intervengon il curatore dell’edizione per i tipi dell’ABA, Carlo G. Alvano, Silvana Capuano e Salvatore Maria Sergio coordinati da Pasquale Litterio.

Distaccandosi dalla tradizione ottocentesca del Monti e del Pindemonte che traducono entrambi da versioni latine delle opere di Omero (esponendosi a tutti i tipici limiti dell’approssimazione), Capuano ritorna alla fonte originaria, affrontando direttamente il testo in greco antico. Da qui l’abbandono, nella traduzione italiana, del verso di undici battute (endecasillabo), e il ripristino del verso originale greco di sei battute (esametro). Questa scelta non solo rende più leggibile e comprensibile il testo stesso, e ne permette la corretta suddivisione in 24 libri (uno per ogni lettera dell’alfabeto greco, da Alpha a Omega), cos come avveniva in Omero; ma consente di raggiungere elevati risultati artistici di gusto sorprendentemente moderno. Il verso italiano di sei battute rivela infatti un ritmo interno di straordinaria forza e di estrema naturalezza, e in più perfettamente corrispondente al vero ritmo del testo originale.

Viene da chiedersi come mai, solo ora avvenga questo meritorio ritorno alla traduzione di Omero dalla lingua madre e non da versioni latine.
La risposta è forse da ricercarsi nelle informazioni che possediamo sulla vita dei traduttori canonici, quelli che il sistema educativo italiano continua a propinarci fin dai tempi dell’Unit  Nazionale. Sia Monti che Pindemonte “appresero bene il Latino” (non si fa menzione del loro livello di conoscenza del Greco Antico) e il primo fu anche “educato al gusto di Virgilio”, che da circa due secoli, in quanto raffinato poeta, colto letterato e cortigiano, veniva dagli intellettuali contrapposto e preferito, al “rozzo (?!) Omero.
Monti e Pindemonte furono entrambi “Patrioti Risorgimentali” ante litteram, assicurandosi considerazione futura… e dunque si sospetta venissero scelti come traduttori ufficiali di Omero dal sistema educativo italiano, nel momento della sua istituzionalizzazione unitaria, pù come segno di riconoscenza per motivi politici che per riconoscimento di effettivi meriti letterari.
Diffusa e corale è sempre stata, infatti, la critica all’opera di entrambi. Naturalmente, al perdurare della loro fama e influenza, non sembra sia stato di ostacolo che i due fossero anche noti il primo come Antonide Saturniano, il secondo come Polidete Melpomenio… e dunque fossero stati membri, diremmo oggi “storici”, dell’Accademismo Italiano, solleticando probabilmente in tal modo la benevola simpatia dei confratelli passati, presenti e futuri, che tanta voce hanno sempre avuto in merito alla decisione di cosa dovesse entrare a far parte del nostro patrimonio letterario.

Tra le avanguardistiche architetture del nuovo tribunale, si parler  dunque dell’Odissea di Omero, e non meravigli il patronato del consiglio dell’ordine degli avvocati. Dopotutto, le doti di Odisseo potrebbero essere citate, nella sala Metafora, a metafora delle tradizionali doti forensi chi potrebbe infatti affermare che capacit  dialettica, scaltrezza, prudenza nello scoprire le carte, freddezza di ragionamento, abilit  risolutiva nelle avversit , coraggio e senso del giusto, non siano anche alla base della pratica legale?

Marted 24 febbraio, ore 11.30
presentazione della traduzione in esametri dell’Odissea di Omero
a opera di Ettore Capuano
nuovo tribunale Centro Direzionale, Napoli
sala Metafora 3 Piano Piazza Coperta