Il Bello o il Vero. Nella rassegna con 290 opere della scultura napoletana dal 700 alla met  del 900 su 4.500 metri quadrati nel Complesso di san Domenico a Napoli, è visibile fino 6 giugno la mostra con oltre 100 disegni di Costantino Barbella "Fogli di pensieri” a cura di Isabella Valente. L’evento, promosso da Databenc (Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali), dall’Universit  Federico II, Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune, si aggiunge al fitto calendario di iniziative nell’ambito Il Bello o il Vero, visitato da più di 80 mille a ingresso libero, con numerosi maestri operanti a Napoli tra cui Vincenzo Gemito, Francesco Jerace, Tito Angelini, Achille d’Orsi, Emilio Franceschi, Luigi De Luca, Stanislao Lista, Giovanni Tizzano e Barbella.
L’evento è dedicato al disegno, primo atto ideativo creativo della scultura. In mostra taccuini, segni, bozzetti, ugualmente forme d’arte che rappresentano l’annotazione privata dell’artista. «I lavori esposti si presentano con forme e finiture che vanno ben oltre il carattere di semplice appunto mnemonico. Non sono solo una pura e semplice traccia grafica, ma un vero progetto artistico gi  presente e definito nella mente del maestro». Lo afferma Pasquale Del Cimmuto nel suo saggio critico riportato nel catalogo pubblicato da Databenc_Press (Costantino Barbella, Fogli di pensieri 1852-1925, a cura di Valente e Del Cimmuto sindaco di Pescocostanzo.
Il catalogo ha numerosi fogli, spesso disegnati su entrambi i lati, e due taccuini per un totale di oltre 240 disegni a matita, pastello, inchiostro, carboncino usati su carta bianca, avorio, cartoncino, di giornale con uno stile veloce e dettagliato. Nato a Chieti visse a Napoli e fu stimato da D’Annunzio, Serao, Scarfoglio, Levi, Michetti,Tosti, amici e collezionisti.
Il visitatore è attratto da Gemito e anche da Tizzano, Saverio Gatto e Lello Gelli per le affinit  stilistiche che li rendono contemporanei. Gemito crea la scultura in movimento che anticipa Boccioni. Tizzano artista napoletano dalla personalit  ben distinta ricerca nel ritratto la psicologia del modello la figlia, nipotini, amici e ragazzi di via Ventaglieri nel quartiere di Montesanto. Materiali dello scultore sono argilla, marmo, bronzo. Egli cerca in questi emozioni da trasmettere con tecnica eccezionale che viene a galla tra un pezzo e l’altro. Studia e disegna nelle aule del Museo Archeologico di Napoli come era in uso nel suo periodo. Ricorda Donatello e Masaccio per come colora le sue opere. Colore impresso da luci e ombre specie nelle argille cotte. Ai ragazzi in et  dello sviluppo, augura un futuro abbozzando i corpi e imprimendo però nei volti la loro gioia di vivere.
Gatto nella lunga carriera si esprime in vari stili dal mitologico al futurismo. Giunto da Reggio Calabria a Napoli studia con Achille d’Orso e il pittore Michele Cammarano. Gelli, fiorentino, insegna da noi all’Istituto d’Arte. Un suo bassorilievo dedicato ai Caduti è nella prima cappella di Santa Chiara. Come gli altri ha esposto all’estero e in Italia partecipando invitato a varie edizioni della Biennale di Venezia.

La mostra “Fogli di pensieri” è aperta fino al 6 giugno 2015 dalle ore 10 alle 18
Programma eventi su
www.ilbellooilvero.it

Nelle foto, in alto, un disegno di Barbella; in basso, da sinistra, opere di Gatto, Tizzano e Gelli