Napoli scopre i suoi gioielli architettonici. E i suoi santi. Come Teresa d’Avila, compatrona della citt  e protettrice degli scrittori. Domani (domenica 19 ottobre alle 11.30) il convento di Chiaia intitolato a lei (in via Vittoria Colonna 22) apre le porte e il priore Luigi Borriello accoglier  il pubblico in un edificio che è gioiello del barocco napoletano, fondato più di quattro secoli fa e il cui progetto di ricostruzione e ampliamento fu affidato alla met  del Seicento a Cosimo Fanzago.
La mattinata di arte, cultura e spiritualit  è organizzata dall’associazione “Incontri Napoletani” in occasione dell’inizio delle celebrazioni per il V centenario della nascita della Santa di Avila ( 28 marzo 1515), del restauro conservativo ed estetico della sua statua in marmo (in foto), collocata sull’altare maggiore, opera dello stesso cavalier Fanzago (1654), il cui recupero è promosso dal sodalizio partenopeo con il sostegno della Linvea industria vernici e la Giovanna Izzo Restauri.
L’itinerario sar  condotto da Maria Varriale del gruppo Khymeia. Ideato per guidare gli ospiti a scoprire non soltanto la bellezza dell’architettura, le sculture, le meravigliose opere pittoriche ma anche il loro significato spirituale che ci rende più sensibili, più attenti alla donna Teresa, riformatrice del Carmelo con cui Napoli ebbe sempre un forte legame.

Donna forte di mente e di cuore, nata nella vecchia Castiglia,
tra le massime figure della mistica cattolica di tutti i tempi, pronta a far valere e mettere in pratica le sue convinzioni circa la riforma del suo ordine, i Carmelitani scalzi, Teresa è stata fra le prime donne assieme a Caterina da Siena – a ottenere il titolo di dottore della Chiesa (Paolo VI, 1970).

Accesso su invito da Via del Parco Margherita 6, di fronte alla funicolare di Chiaia