La straordinaria poliedricit  artistica della regista napoletana Lina Mangiacapre (scomparsa nel 2002) verr  riconosciuta e celebrata per la prima volta quest’anno a Roma nella retrospettiva “La sottile linea rosa 3. L’altro sguardo. Il cinema di Lina Mangiacapre.” ospitata dal cinema Trevi (vicolo del Puttarello 25) domenica 24 novembre 2013.
Il programma, a cura di Maria Coletti e Annamaria Licciardello render  omaggio a tre lungometraggi della regista, proiettati dalle 17 alle 21.

Donna di cuori, di Luciano Crovato e Lina Mangiacapre;
Una coppia alto borghese torna nella casa dove aveva vissuto molti anni prima nella speranza di ricostruire un rapporto ormai spento.L’arrivo di un giovane sembra capace di innescare un gioco a tre dagli esiti imprevisti.

Didone non è morta, di Lina Mangiacapre;
«Napoli e i Campi Flegrei diventano lo scenario in cui Didone, la fondatrice di Cartagine, ritorna alla vita per rincontrare ancora una volta il suo grande amore, Enea, e perderlo insieme al suo sogno dell’unit  di una civilt  mediterranea». (Mangiacapre).

Faust Fausta, di Lina Mangiacapre.
Tratto dal romanzo omonimo della stessa autrice, che ha anche composto le musiche originali del film. «La mia storia dimostra che mai come oggi Faust è presente. La vicenda ruota intorno all’idea che la vita ha sempre le sue carte da giocare cambiare sesso, cambiare destino » (Mangiacapre).

Per Lina Mangiacapre il cinema era un palcoscenico potenziale e rappresentativo di qualsivoglia esperienza artistica. Bench per tutta la sua esistenza si fosse presentata come pittrice, il disegno vitale della sua figura ha sempre trovato la massima forma nell’armonia dell’architettura cinematografica. Non è un caso che il termine “architettura” venga accostato cos facilmente alle abilit  estetiche di una donna che ebbe ben chiaro il ruolo, serio ed essenziale, di edificatore sistematico di una pellicola Mangiacapre è tra gli esponenti più significativi del self-made director, una costruttrice attenta e passionale che “dipinge” i suoi lavori in tutta la loro ecletticit , con ogni infinita cromatura. La regista curava la musica, la scenografia, la sceneggiatura di tutte le sue esperienze cinematografiche, badando strettamente al ruolo della donna come figura miticamente assortita.
Categorica rivale del dilagante credo maschilista, si è impegnata a vita per l’affermazione e la rispettabilit  del mondo femminile nella vecchia societ  napoletana, confermandosi, attraverso studi approfonditi e lavori testimonianti della sua partecipazione attiva nel sociale (fondò nel 1970 il collettivo delle Nemesiache), come leader indiscusso del femminismo nel panorama culturale degli ultimi decenni del 900.

In foto, Lina Mangiacapre vista da Augusto De Luca