Ottocento napoletano per l’expo 2015. Gioved 30 aprile nel complesso monumentale di san Domenico Maggiore alle 19 saranno presentate per la prima volta due eccezionali sculture di Saverio Gatto (1877-1959) e diciassette opere di Lelio Gelli (1902-1975), artista fiorentino che, traferitosi a Napoli, formò un gran numero di giovani scultori partenopei.
Entrambe le mostre, curate da Isabella Valente della Federico II di Napoli e realizzate in collaborazione con l’assessotao alla cultura del Comune di Napoli, aggiungono ancora un importante tassello alle iniziative promosse da Databenc(distretto ad Alta tecnologia per i beni culturali) per la riscoperta della scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento nell’ambito della mostra “Il Bello o il Vero”, ospitata a San Domenico Maggiore fino al 6 giugno.

Saverio Gatto è fra le personalit  più affascinanti del panorama artistico dell’800.
Nato a Reggio Calabria il 15 agosto del 1877, nell’arco della sua lunga carriera approda a stili e soggetti differenti. Trasferitosi a Napoli nel 1898 si iscrisse al Real Istituto di Belle Arti, dove segu i corsi dello scultore Achille d’Orsi e del pittore Michele Cammarano, integrando la poetica dal vero appresa dai maestri con l’approfondimento della scultura classica a lungo studiata presso il Museo Archeologico di Napoli. Accostandosi alla cultura rinascimentale venne indotto a una trattazione dei temi mitologici, che divennero per lui nuovo simbolo della condizione umana. Zio del poeta Alfonso Gatto, affrontò la pittura e volse la propria attenzione alle novit  del panorama internazionale.
Lelio Gelli nasce a Firenze il 23 dicembre 1902. Allievo di Libero Andreotti, e suo assistente dal 1927, insegna nell’Istituto d’Arte fiorentino fino al 1938, per poi approdare, come titolare di scultura, all’Istituto d’Arte di Napoli, citt  dove rester  fino alla scomparsa, avvenuta, il 27 gennaio 1975.Gelli è gi  insegnante a Napoli quando, nel 1939, la III Quadriennale di Roma gli riserva uno spazio personale per sei opere (quattro marmi, una pietra e un bronzo), con lusinghieri giudizi della critica e due acquisti pubblici. Finita la guerra, sar  sempre più impegnato nel suo magistero presso l’Istituto d’Arte di Napoli e molte generazioni di allievi ne serberanno l’impronta e il devoto ricordo. Continuer  al tempo stesso, con tenace coerenza, la propria ricerca plastica, proponendosi con discrezione e assiduit  al pubblico degli estimatori, fin dalla personale con Eugenio Viti alla Galleria Forti nel 1946 e poi via via partecipando ad appuntamenti nazionali e a rassegne cittadine.

Per saperne di più
www.ilbellooilvero.it

Due opere inedite di Saverio Gatto e le sculture di Lelio Gelli
a cura di Isabella Valente
inaugurazione gioved 30 aprile ore 19
dal 30 aprile al 6 giugno
ore 11 19
Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore – Napoli

In foto, due sculture di Gelli fotografate da Silvio Russino