Tappeti orientali, palazzi dorati, montagne incantate sotto una luna d’argento: per Maria Rosaria Marchi la pittura è una fiaba.

Nella sala Ela Caroli della Picagallery fino al 4 gennaio 2010 la mostra “La fiaba nella pittura” di Maria Rosaria Marchi porta una nuova idea di libert  nella pittura.

La pittura è libert  assoluta, luogo dove sconfiggere le proprie ansie, strumento con cui riuscire ad immaginare e a oltrepassare i confini delle cose e per esprimere questa voglia di libert  l’artista usa un linguaggio quasi onirico,fatto di simboli, di terre magiche e lontane, di mondi irreali.

I colori accesi e fiabeschi colpiscono gli occhi dello spettatore, lo travolgono in un vortice fantastico, lo catturano come se fosse in un sogno, un sogno in cui i fiumi sono fatti di sete colorate, più lune illuminano il suolo e i minareti, dove gli alberi sembrano pronti a catturarti con i rami.

La pittura di Maria Rosaria Marchi tende a interpretare la natura, gli oggetti, i paesaggi che ci circondano e da qui giungere, grazie alla fantasia, a inventare storie oniriche, in cui si riesce ad apprezzare di nuovo le cose che ormai la realt  quotidiana fa diventare invisibili, tutto un mondo di piccoli oggetti o di paesaggi sconfinati che riusciamo a vedere sotto filtri diversi e fantastici.

Come con gli occhi dell’infanzia il mondo viene rivisto e ricolorato, perch dipingere è per l’artista “Infanzia eterna”: un mondo visto cos prende quindi l’aspetto di una realt  perfetta, dove tutto è al suo posto, dove vivono ancora i vecchi eroi delle fiabe.

Ma la disillusione arriva in fretta: il mondo onirico e fantastico rappresentato nei quadri della mostra non contiene n fate n eroi, incapaci di seguire il mondo e tutte le sue innumerevoli possibilit .

Dietro al sogno si nasconde quindi la solitudine dell’uomo, ormai cosciente di essere completamente solo, cosciente di essere stato abbandonato anche dal mondo e dai protagonisti salvifici delle fiabe.

Non c’è più quindi speranza di unione e condivisione, non esiste un ” tempo unico” e non esiste il “Puro Sogno”: tutto deve essere interpretato ogni giorno,con occhi diversi e sempre sognatori, in modo da cercare una salvezza dalla durezza e dalla solitudine che offre la vita, con il suo ciclo uguale di eventi che si ripetono. Sta a noi cambiarli con i nostri occhi.

Nella foto, una delle opere in mostra

“La fiaba nella Pittura” di Maria Rosaria Marchi

4 dicembre 2009 – 4 gennaio 2010

PicaGallery, vico Vetriera, 16 Napoli
www.picagallery.it