Guardando alle realt  sociali e geografiche più prossime alla nostra osservazione, sulla soglia del nuovo anno siamo stati accompagnati da un diffuso senso di incertezza.
Nel mondo europeo ed occidentale, sempre più radicata è la consapevolezza di essere entrati in un tempo di profondi cambiamenti, i cui esiti avranno conseguenze non del tutto prevedibili; le ripetute analisi sulla crisi di questo tempo, se, da una parte, sembrano sottolineare la radicalit  della svolta, dall’altra parte, nulla possono realisticamente affermare sugli sviluppi più profondi di un cambiamento in bilico tra opportunit  e tracollo. La stessa questione economica e finanziaria, posta al centro delle nostre diagnosi, rappresenta solo un giudizio parziale sulla portata di quanto accade.
Nella diffusa area nord africana e mediorientale, un vento impetuoso ha soffiato con forza, travolgendo decennali e consolidati equilibri di potere, mietendo vittime innocenti ed accendendo attese di un insperato esito democratico. Gli avvenimenti che si stanno susseguendo a partire dall’inizio del 2011 in tutto il bacino sud del Mediterraneo, riaccendono l’attenzione su questa vasta regione africana, tracciando una linea di confine cronologico e storico rispetto a cambiamenti precedentemente impensabili. Tutta l’area mediorientale può, infatti, essere trascinata in un vortice, i cui esiti sono ancora del tutto incerti, ma che sicuramente potrebbero modificarla radicalmente.
Questi due brevi accenni, in entrambi i casi, potrebbero facilmente essere ascritti come elogio della sola incertezza, dell’inevitabilit  di un unico inarrestabile tracollo; oppure, dovrebbero essere vissuti come un’opportunit  di ripensamento, come un modo per modificare le nostre errate prassi, come una possibilit  per emendare colpe generazionali. quanto, in modo diverso, chiedono i giovani che affollano le piazze della rivolta indignata dalla piazza egiziana di Tahir a quella spagnola di puerta del Sol, dalla piazza londinese della cattedrale di St. Paul alle manifestazioni di Wall Street a New York.
Il sentimento della loro indignazione non è solo espressione di un’emozionale e temporanea protesta, ma potrebbe anche rappresentare una salutare scossa di responsabilit  civile, la riappropriazione di spazi di una vita democratica meno strumentale e distratta da logiche corporative, la richiesta di una libera autodeterminazione del proprio destino; se cos fosse, questo tempo sarebbe indignato e critico non solo perch alla fine di un tempo, ma più probabilmente potrebbe anche preludere all’inizio di un tempo nuovo, se vissuto come opportunit  e liberazione di sopite energie, che contrastino diffusi disfattismi e distruttivi pessimismi; potrebbe essere il tempo, per ripensare il nostro stare al mondo, ricordandoci di essere solo custodi temporanei di una sconfinata bellezza!
Sar  cos che la nostra preoccupazione dovr  essere rivolta non solo alla paura della persistenza per lo spirare dei venti del cambiamento e della crisi, quanto piuttosto alla denuncia che non vi siano troppe illuminate sensibilit  che la governino, spiriti coraggiosi che la sappiano interpretare, utopie ardite nell’intravedere approdi migliori per tutti. Di sicuro, non è automatico pensare che il tempo della giovinezza voglia dire di per s la certezza di una migliore abilit , ma certamente quelle giovani mani sollevate ed indignate nella protesta chiedono a chi ha rivestito responsabilit  civili di cedere il passo a chi per definizione e biografia ha ancora voglia di immaginare come potrebbe essere il mondo. Non la sclerosi di un equilibrio immobile e conservatore, ma la caparbiet  di provare e riprovare ancora potrebbe fare della rabbia indignata la leva ed il laboratorio per sperimentare una diversa prassi di vita.
Nella notte dell’indignazione, le loro mani indignate potrebbero cos condurci a guardare altrove e più in alto, a percorre nuovi sentieri, a ricordare che la vita è di sicuro un’opportunit  da giocare a nostro favore, ma, di più, una responsabilit  per chi ci seguir  imparando dai nostri errori.

In foto, l’indignazione dei giovani invade Madrid