Dissacrante, fuori dal coro. La voce di Troisi risuonerà alla Federico II. Grazie al seminario tenuto da Vincenzo Caputo. Giovedì 10 maggio  alle 16 (aula 342, Dipartimento di Studi Umanistici – Università degli Studi di Napoli Federico II). L’evento rientra nell’offerta didattica promossa dal Master di II livello in drammaturgia e cinematografia della Federico II, coordinato da Pasquale Sabbatino.
Si punterà l’attenzione sull’esperienza della Smorfia e sull’attività teatrale del trio Arena-Decaro-Troisi all’altezza degli anni Settanta. «Al centro della riflessione – spiega Caputo – ci saranno le tecniche teatrali di quelli che MassimoTroisi (foto) amava definire “mini atti unici”. Si proverà, in un dialogo attivo con gli specializzandi del Master, a ragionare sulle tematiche cruciali di quel teatro, le quali – a decenni di distanza – emergono oggi nella loro dimensione sociale».
Si cercherà, inoltre, di contestualizzare tale produzione, mettendola a confronto con le operazioni artistiche coeve (e spesso diversissime) degli anni Settanta e Ottanta del Novecento.
Spiega ancora  il ricercatore di letteratura italiana: «Si prenda il caso di uno sketch come Napoli, dove Troisi è da solo in scena. I problemi atavici della città, in questo caso, sono narrati attraverso una sorta di svuotamento sul piano lessicale di essi. “Investimento”, termine abusato per la realtà meridionale, può da questo punto di vista anche significare più semplicemente “mettere sotto”, “uccidere” i disoccupati, al fine di risolvere il problema della mancanza di lavoro in città».

Per saperne di più
vincenzo.caputo@unina.it