La Commissione per la toponomastica di Napoli cerca di ispirare il suo lavoro ai principii che, più di cento anni fa, dettarono il giovane Benedetto Croce e lo storico Bartolommeo Capasso.

Fra questi, fondamentale, quello per cui è sempre conveniente, sul piano culturale come su quello pratico (di orientamento per i cittadini) di indicare nomi omogenei per ogni quartiere (ad esempio, pittori, o poeti, e cos via) e quello di cercare di rispettare il genius loci, ossia di non discostarsi dalle tradizioni e dalle vocazioni delle diverse zone di una citt .

Ora, in una citt  antica come Napoli, non è un lavoro semplice, ed è difficilissimo inserire nuovi nominativi, anche se degnissimi. Inoltre, un altro principio che vorrei definire sacro (almeno a mio modo di vedere) era quello di non modificare i toponimi storici. Abbiamo l’esempio eclatante di una delle arterie fondamentali della citt , via Toledo, che per alcuni anni si è chiamata via Roma e poi è tornata a essere via Toledo, creando disorientamento fra cittadini e turisti, oltre che oggettivi danni ai residenti, che sono costretti, ad esempio, a correggere ripetutamente i recapiti sui loro documenti.

Non è possibile che, ogniqualvolta un gruppo politico prende il governo della citt , modifichi per motivi ideologici la toponomastica cittadina che è come dire, in qualche modo, il suo volto. E se c’è qualcosa alla quale il lifting nuoce veramente, questa è la toponomastica di grandi, antiche, citt  come Napoli, Roma, e cos via.

Nei prossimi mesi, finanze comunali permettendo, si dovrebbero intestare molte strade soprattutto nei quartieri periferici, che sono quelli veramente bisognosi di nuova toponomastica e ci auguriamo di riuscire a intervenire sul Centro direzionale, affiancando alla suddivisione in isole (estranea alla nostra cultura) i nomi dei Costituenti napoletani.

Se poi, lo dico per inciso, qualche magnanimo sponsor privato, che potrebbe anche giovarsene fiscalmente, si impegnasse a dare il proprio contributo per restaurare le tante lapidi e lastre in disfacimento, sarebbe una meritoria opera di civilt  di cui Napoli, in un momento di crisi finanziaria cos acuta, avrebbe bisogno.

Una notizia dedicheremo un belvedere, fra il Capo di Posillipo e la discesa di Cordoglio, luogo incantevole per panorama e posizione, a Cesare A. Bixio, che non è il famoso seguace di Garibaldi, ma un discendente che ha scritto canzoni immemorabili, da Madonna fiorentina a Parlami d’amore Mariù, ed è nato, cosa che spesso si ignora, a Napoli nel 1896.

Nella foto in alto, Benedetto Croce

*Presidente della commissione per la toponomastica