Tre dei più grandi critici cinematografici italiani, tre le conferenze tematiche proposte al grande pubblico e nove film in lingua originale con sottotitoli in italiano. Ecco la retrospettiva che l’istituto francese di Napoli Grenoble dedica al regista francese Bertrand Tavernier in programma dal 6 al 22 ottobre 2009.

La rassegna dei film di Tavernier è l’omaggio dell’istituto Grenoble cinema francese iniziato, proprio nella sua sede napoletana, gi  nel 2008 con le opere di Louis Malle. Grazie a queste retrospettive il Grenoble ha istituito nella citt  napoletana un centro di ricerca dove i francesi possono studiare la cultura dell’Italia del sud e dove i napoletani possono comprendere l’evoluzione dei grandi artisti francesi con film celebri al pubblico italiano e con altri meno conosciuti.

Nato come critico, il cinema del regista francese parte da uno sguardo non convenzionale sulla realt  e affronta senza fronzoli temi duri e nodi problematici della modernit . Nel 2005 il rigore della sua ricerca stilistica gli vale il "Gattopardo d’oro" – Premio Luchino Visconti assegnato dalla Fondazione La Colombaia di Ischia in coincidenza con l’uscita nelle sale della sua pellicola "Holy Lola" (La Piccola Lola), storia di un’adozione difficile ambientata in Cambogia.

A proporre il cinema di Bertrand Tavernier sar  il critico Valerio Caprara che alle 18,30 di marted 6 ottobre aprir  la rassegna con una conferenza sul “noir” di Tavernier a cui seguir  alle 20 la prima proiezione: “Il giudice e l’assassino” del 1976. L’orologiaio di St. Paul (1974), “Una settimana di vacanza” (1980) invece aprono il filone dedicato alla citt  natale del regista: Lione definita dal regista “una citt  misteriosa alla Simenon”. Lione è il tema della conferenza del critico Sergio Arecco in scena marted 13 ottobre sempre alle 18:30. Ultimo argomento visibile nella filmografia di Tavernier è lo svolgersi della vita dei suoi personaggi di cui lo storico Mario Franco tratter  marted 20 ottobre alle 18:30 a cui seguiranno i lungometraggi “Colpo di spugna” (1981) e “La vita e niente altro” (1989).

Due settimane dedicate al grande cinema, ma dedicate anche al pensiero di un grande artista dei giorni nostri.

Nella foto, Bertrand Tavernier