Archetipi Arcani. Dall’allegoria al simbolo. La  mostra di David  Barra, ospitata al teatro Trianon, nella sala Salvatore Di Giacomo, affiancherà la messinscena della Cantata dei pastori, dal 25 al 30 dicembre. Lo spettacolo, scritto da Peppe Barra con Paolo Memoli, liberamente ispirato alla sacra rappresentazione di Andrea Perrucci (1698), torna, dopo tre anni, sul palcoscenico del teatro del popolo di Forcella, lo spettacolo, scritto dallo stesso Barra con Paolo Memoli, liberamente ispirato alla sacra rappresentazione di Andrea Perrucci (1698).
La mostra propone 28 opere che si snodano tra due percorsi creativi differenti e in apparenza distanti tra loro. Una parte del materiale espositivo propone una personale rivisitazione su tela di icone, allegorie e elementi figurativi legati al folklore popolare e rintracciabili nella sacra rappresentazione di Perrucci portata sul palco da Peppe Barra.
Poi su carta fotografica  allo sguardo si offre la rielaborazione dei ventidue Arcani maggiori che compongono l’enigmatico mazzo di carte dei Tarocchi. A marcare l’illusoria distanza che separa le due produzioni vi è il radicale contrasto tra il bianco e nero degli Arcani e il colore delle opere riconducibili ai temi religiosi della Cantata dei Pastori.
Ma le opere dell’intera esposizione si collocano in un’unica visione che caratterizza una specifica ricerca di archetipi esistenziali e spirituali visibili nell’opera teatrale. Annullati i confini tra antico e moderno, i lavori a disegno digitale abitano nell’atemporalità dell’archetipo.
Nato a Vico Equense nel 1982, David Barra si diploma in Arte della stampa  all’Istituto d’Arte di Sorrento e si diploma in Pittura all’Accademia di Belle arti di Napoli. Ha esposto in mostre collettive con artisti partenopei come Renato Barisani e Arturo Borlenghi. Lavora come illustratore, vignettista e grafico freelance.
La Cantata dei Pastori narra le vicissitudini di Maria e Giuseppe nel loro viaggio verso Betlemme, le insidie dei Diavoli che vogliono impedire la nascita del Messia, la loro sconfitta ad opera degli Angeli e l’adorazione di personaggi presepiali quali pastori, cacciatori e pescatori.
Tra i personaggi, Razzullo, uno scrivano inviato in Palestina per il censimento della popolazione, popolano affetto da fame atavica e incapace di svolgere un lavoro stabile. Verso la fine del ‘700 venne introdotto, a furor di popolo, un’altra figura comica, Sarchiapone, barbiere matto, in fuga per aver commesso due omicidi.
Per questa produzione di Modus art, diretta da Nunzio Areni, le musiche sono di Carmelo Columbro, che dirige anche l’orchestra Modus art, e di Lino Cannavacciuolo. La canzone di Razzullo eseguita è di Roberto De Simone. Le scene sono firmate da Tonino Di Ronza; i costumi da Annalisa Giacci; le coreografie sono di Erminia Sticchi. Accanto allo scrivano Razzullo, interpretato da Peppe Barra, il personaggio comico del barbiere matto omicida Sarchiapone è impersonato da Salvatore Misticone, il popolare signor Scapece del film Benvenuti al Sud. Con loro in scena, Maria Letizia Gorga (la Zingara e Gabriello), Chiara Di Girolamo (Maria vergine), Patrizio Trampetti (Cidonio e Diavolo oste), Giacinto Palmarini (Demonio), Francesco Viglietti (Armenzio), Giuseppe De Rosa (Benino), Fabio Fiorillo (Ruscellio), Andrea Carotenuto (san Giuseppe) e Ciro Di Matteo (Diavolo mangiafuoco). Compongono il corpo di ballo Amina Arena, Claudia Curti, Marica Cimmino, Chiara Celotto, Teresa De Rosa, Ilaria Punzo, Christian Pellino e Antonio Grasso.

Per saperne di più

teatrotrianon.org

tel. 081 2258285, interno 1

 

Il botteghino del Trianon Viviani è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 19