Nel 1989, alla morte di Menna, senza dubbio, tra i teorici e i critici d’arte più influenti della seconda met  del Novecento, la famiglia in particolare, il padre Alfonso, a lungo sindaco di Salerno, e la moglie dello studioso, Bianca Pucciarelli, artista nota con il nome di Tomaso Binga hanno costituito la Fondazione Filiberto Menna. Centro Studi d’Arte Contemporanea, con l’intenzione di mantenerne desta la memoria nella citt  in cui era nato nel 1926. Al tempo stesso, i proponenti, con la Fondazione, intendono tutelarne il patrimonio librario, miniera d’oro dei percorsi e delle esperienze dell’avanguardia e della nuova avanguardia, e soprattutto dotare la citt  quasi di una bussola utile all’orientamento delle giovani generazioni che ancora amano scommettere sull’arte e sulla sua destinazione.
La proposta della famiglia Menna è accolta con larga disponibilit  istituzionale dal Comune di Salerno e dalla Provincia di Salerno che ne divengono soci fondatori, consapevoli anche dell’impegno politico, quale consigliere regionale, dello studioso, e, in qualit  di socio di diritto, dall’Universit  degli Studi di Salerno, presso la quale Menna ha insegnato Storia dell’arte contemporanea dal 1965 al 1980 quando si è trasferito, a Roma, alla Facolt  di Architettura. Cos, l’Universit  di Salerno si può vantare, tra l’altro, anche di avere istituito, in Italia, affidandola, appunto, a Menna, la prima cattedra di Storia dell’arte contemporanea.
Dopo un opportuno rodaggio, nel 1994, la Fondazione inizia la sua avventura. Il presidente è Giulio Carlo Argan, al cui insegnamento Menna si è formato, e subito dopo gli succede lo storico del teatro Achille Mango. A dare impulso alla neonata istituzione salernitana è stato, senza dubbio, il filosofo Giuseppe Cantillo, che ne piloter  con saggezza il corso fino al 2006, orientato da una trasparente vocazione multidisciplinare filosofia-arte-estetica – e da una franca apertura ai ceti intellettuali della citt .
La strategia della Fondazione, dall’avvio, ha puntato su tre direttrici i servizi, le attivit  di ricerca e di formazione, gli eventi culturali. La biblioteca, grazie a donazioni e nuove acquisizioni, custodisce ora oltre 50000 volumi, ponendosi nel territorio campano come una della strutture di alta specializzazione. Si spera di potere mettere in rete questo capitale, avendo ottenuto da tempo un finanziamento, tuttora bloccato, dalla Regione Campania. Alla biblioteca da alcuni anni si è affiancata una mediateca che raccoglie i materiali presentati da Arte di sera le carte dell’arte e le immagini dell’arte, in un dialogo intrigante, hanno fidelizzato un pubblico, sempre più numeroso, di studenti e di giovani ricercatori, non solo campani.
A queste attivit  si è accompagnato un itinerario espositivo, scandito da laboratori e seminari, in cui si sono sperimentate forme innovative di curatela tanto da costituire un team, guidato da Stefania Zuliani, fortemente competitivo di cui fanno parte, a diverso titolo, Tolve e Viola, Mancini e Demma. Il passo, ora, per dare continuit  e intensit  al lavoro, è dotarsi di una Project Room quale piattaforma di sperimentazione e di formazione. Intano, una “finestra” romana dono alla Fondazione di Bianca Pucciarelli Menna che n’è il vicepresidente , ospitando l’Archivio Filiberto e Bianca Menna e le attivit  condivise con la casa madre salernitana, ha gi  aperto una varco e una speranza.
Per fronteggiare la crisi e, insieme, per rendere più stringente la mission della Fondazione stiamo lavorando all’adeguamento dello statuto che potrebbe prevedere anche l’ingresso di altri attori. Noi tutti ci auguriamo che la riscrittura della carta di fondazione sia atto non solo formalmente puntuale, ma strumento efficace d’irradiazione di nuove energie e di rinnovati progetti.

*presidente della Fondazione Filiberto Menna

Nella foto in alto, da sinistra / Carmine Casciello, Maria Giovanna Mancini, Alessandro Demma, Angelo Trimarco, Antonello Tolve, Stefania Zuliani e Cristina Masturbo nella sede della Fondazione Filiberto Menna, Salerno 2009