Nei suoi trentacinque anni di attivit  l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici ha dedicato una vasta attivit  di ricerca e di formazione agli studi di economia, sia a quelli strettamente teorici, sia a quelli di storia economica, sia a quelli di storia del pensiero economico. Del suo Comitato Scientifico, presieduto dal prof. Pietro Rescigno, hanno fatto parte economisti come Augusto Graziani, Michio Morishima, Paolo Sos Labini e storici dell’economia come John A. Davis, Luigi De Rosa e Jacques Le Goff.
PRESTIGIOSE COLLABORAZIONI
L’attivit  dell’Istituto si è dispiegata in innumerevoli iniziative, alcune delle quali sono state realizzate direttamente ed esclusivamente dall’Istituto, altre invece in collaborazione con altre istituzioni tra le più prestigiose in Italia e all’estero. Per quanto riguarda gli studi di carattere teorico non si possono non ricordare le conferenze tenute all’Istituto dai premi Nobel per l’economia Kenneth J. Arrow, Franco Modigliani e James Tobin. In questo ambito è da menzionare l’attivit  svolta presso l’Istituto soprattutto da economisti italiani che sono stati poi presidenti della Societ  degli Economisti o da studiosi che sono veri e propri capi-scuola, come gli stessi Augusto Graziani, Paolo Sos Labini, Mario Arcelli, Fabrizio Barca, Giacomo Becattini, Innocenzo Gasparini, Mario Monti, Sergio Parrinello, Luigi Pasinetti, Antonio Pedone, Alberto Quadrio Curzio, Paolo Savona. Tra questi studiosi, numerosi sono stati coloro che hanno svolto attivit  presso l’Istituto e hanno poi fatto parte (o gi  ne facevano parte) dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
LA RISCOPERTA DEGLI ECONOMISTI DEL MEZZOGIORNO
Costante è stata l’attenzione dell’Istituto per i più ampi temi teorici e storici, ma soprattutto per quanto riguarda due problemi da un lato il rapporto tra la struttura criminale ravvisabile nell’economia meridionale e la difficolt  di crescita di quest’ultima; dall’altro il tema della peculiarit  dell’economia meridionale nella sua evoluzione storica e nella riflessione nel pensiero di economisti e riformatori meridionali. Non si pecca di eccesso di valutazione nel dire che nell’attivit  dell’Istituto si possono trovare le tracce del miglior meridionalismo dei nostri tempi, da Pasquale Saraceno a Rossi Doria, a tutti gli economisti nati e cresciuti nella cosiddetta Scuola di Portici.
Nell’ambito della storia economica sono da individuare due temi di ricorrente interesse da un lato quello della natura dell’industrializzazione, alla quale ha dato contributi di grande importanza Peter Mathias, dall’altro quello della peculiarit  di esperienze compiute nell’Italia meridionale, sia prima sia dopo l’unit  d’Italia. In questo secondo ambito il ruolo svolto da Luigi De Rosa è stato fondamentale con i suoi studi, ma anche perch ha posto in evidenza giovani studiosi che poi hanno dato contributi importanti alla ricerca storica nel nostro Paese, fino a costituire una vera e propria scuola di storia dell’economia dell’Istituto.
Forse l’apporto più importante dato dall’Istituto nell’ambito degli studi di storia del pensiero economico è stato quello della riscoperta degli economisti del Mezzogiorno degli ultimi tre secoli. In questo campo l’attivit  è veramente commendevole e di assoluto rilievo. Si va dalla ripubblicazione dello scritto fondamentale di Antonio Serra che si giova di una illuminante introduzione di Sergio Ricossa, a tutta l’attivit  di ripubblicazione delle opere di Giuseppe Maria Galanti, di Broggia, di Genovesi, di Scialoja, che hanno lasciato una traccia indelebile nello sviluppo del pensiero economico in Italia.
Questa attivit , svolta anche in collaborazione con istituzioni italiane di grande prestigio, è tutt’ora in corso e si è avvalsa di un rapporto privilegiato che l’Istituto ha mantenuto con associazioni come la SVIMEZ e l’ANIMI e ha visto divenire l’Istituto una scuola animata dalla presenza di giovani ricercatori.
IL PENSIERO DELL’OTTOCENTO
In questo momento ci si sta dedicando a studi molto approfonditi sul pensiero napoletano nella prima met  dell’800. Questa attivit  si traduce in collane specifiche, come quella che ha ospitato il volume sugli economisti campani curato da Lilia Costabile, che pone il Mezzogiorno d’Italia, in particolar modo la Campania, all’avanguardia negli studi dedicati agli economisti regionali dei secoli passati.
Oggi questa importante attivit  di ricerca e di studio nel settore economico, diretta per molti anni da Luigi De Rosa, è particolarmente feconda ed è guidata da un Comitato scientifico composto da Lilia Costabile, Domenicantonio Fausto, Luigi De Matteo, Paolo Frascani e Giovanni Vigo, di cui il prof. Piero Barucci è Presidente. Ogni anno viene dedicata una giornata a studiare un aspetto del Mezzogiorno. Si è cominciato a indagare il nesso tra Mezzogiorno e attivit  criminale, con una relazione di Pier Luigi Vigna e una di Piero Barucci, che si ripubblicano in questo volume; si è continuato a discutere le difficolt  del Mezzogiorno con le relazioni di S.E. Cres            6                 è« «    oè  á«sptBLlibrineBlinkBBd dBd d«BpGBB«7Be«BEBBèMODEBHlèNOèBB» OJBe
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Una seconda linea di attivit  è assicurata dallo svolgimento a ritmo costante di importanti convegni sugli economisti che hanno segnato il pensiero economico del Mezzogiorno. Si cominciò con un Convegno, organizzato insieme alla Facolt  di Giurisprudenza di Napoli, dedicato al pensiero economico di Antonio Genovesi, si continuò con un altro incontro, organizzato in collaborazione con l’Istituto di Storia del pensiero economico di Firenze, dedicato ad Antonio Scialoja , si è poi proseguito con due convegni organizzati e svolti direttamente dall’Istituto, uno dedicato al pensiero di Francesco Saverio Nitti e uno al pensiero e alla vita di Epicarmo Corbino. Di questi incontri vengono pubblicati rapidamente – nei tempi permessi da una attivit  cos complessa – gli Atti. Sono stati editi recentemente quelli dedicati al convegno su Francesco Saverio Nitti e stanno per essere pubblicati quelli dedicati al pensiero di Epicarmo Corbino.
LE LEZIONI

Un terzo tipo di attivit  riguarda quello che può essere chiamato un tentativo di aggiornare la cultura nazionale circa gli sviluppi più recenti della teoria economica e della storia economica. Sono le cosiddette Lezioni che l’Istituto fa svolgere annualmente da illustri studiosi. I più recenti corsi sono stati tenuti da Bruno Jossa, Pier Luigi Porta e Aldo Montesano. Di queste lezioni l’Istituto cerca di pubblicare rapidamente il contenuto in agili volumi, in modo da metterle in circolazione fra i fruitori potenziali all’estero, in Italia e in particolare nel Mezzogiorno. Sono gi  apparsi volumi contenenti le lezioni di Peter Mathias, Giovanni Vigo, Paolo Pecorari, Geoffrey Parker. In questo ambito le conferenze di Peter Mathias dedicate all’industrialismo costituiscono un punto di riferimento obbligato per gli studiosi di questa specializzazione.
Infine è ancora attiva la speranza dell’Istituto di coprire gradualmente la ripubblicazione in edizione critica dei testi meno conosciuti dei grandi economisti del Mezzogiorno. Insieme alla grande edizione critica di Antonio Genovesi diretta da Luigi Firpo e curata da Eluggero Pii e Marisa Perna e a quelli di Antonio Scialoja, che costituiscono un punto di riferimento insostituibile di riflessione su questi grandi autori, ed insieme all’attivit  che ha svolto l’Istituto nell’edizione di volumi in qualche modo legati alla storia politica, sociale e civile del Mezzogiorno, si sta predisponendo una pubblicazione, molto attesa tra i cultori del pensiero economico, dedicata ai Saggi economici di Francesco Fuoco, un testo praticamente introvabile e che costituisce un momento centrale nello sviluppo del pensiero economico italiano nel Risorgimento.
L’Istituto ha partecipato alle celebrazioni per il 150 anniversario dell’Unit  d’Italia con un convegno organizzato nell’ottobre del 2011 dal Presidente del suo comitato scientifico, prof. Pietro Rescigno, e dal Presidente della Sezione Economica dell’Istituto prof. Piero Barucci, dedicato a fare il punto sul pensiero giuridico, politico ed economico del Mezzogiorno al momento dell’Unit  d’Italia. E’ parsa al Comitato Scientifico intero dell’Istituto questa l’occasione migliore per celebrare una data cos importante, con un serio e ponderato accertamento di quella che era la cultura economica in Italia al momento dell’unificazione. Si sta contribuendo attivamente inoltre ad una ricerca, ancora in atto, dedicata alla cultura economica del Mezzogiorno d’Italia, ed in particolare delle sue Universit , nel periodo fra le due guerre, in quanto il Comitato scientifico è convinto che molti sviluppi del pensiero economico d’Italia e della teoria economica in Italia, avvenuti cos fruttuosamente nel dopoguerra, devono essere spiegati e radicati in quello che accadde in Italia nel periodo fra il 1918 e il 1943.
L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici non si è limitato quindi ad una attivit  molto intensa nel campo delle discipline filosofiche, storiche, letterarie e scientifiche, ma la ha ampliata sistematicamente e continuativamente anche al campo degli studi economici, come dimostra il volume che qui presenta. L’articolazione e l’ampiezza dell’attivit  di alta formazione dell’Istituto nei vari campi disciplinari sono tali da farlo ormai annoverare, nel solco della grande tradizione delle accademie meridionali, fra le accademie europee, come è stato riconosciuto dal maggiore storico delle accademie, Marc Fumaroli del College de France, dal Warburg Institute e dalle accademie austriache, tedesche e russe.

*membro d            6          ella presidenza dell’Autorit  Garante della Concorrenza e del Mercato e dell’Associazione Villa Favard (laureati in Economia dell’Universit  di Firenze)

Nella foto di Corrado Costetti, ancora una sala di Palazzo Serra di Cassano