L’integrazione razziale passa attraverso lo sport. stato un grande successo la proiezione del docu-film “United Campioni fuori dal ghetto” all’Universit  Suor Orsola Benincasa di Napoli, che racconta la storia della squadra di calcio napoletana formata da immigrati provenienti da tutto il mondo, dal Sudamerica all’Africa.
Il progetto, presentato come tesi di laurea in imprenditoria e creativit  per cinema, teatro e televisione dalle studentesse Giovanna Amore e Celeste Sabatino, racconta la storia della squadra di calcio dilettante nata nel 2009 con l’obiettivo di unire in un solo gruppo sportivo giocatori provenienti da diversi paesi. La perfetta integrazione con i giocatori italiani della squadra rappresenta un esempio di solidariet  e accoglienza che supera i pregiudizi e le barriere razziali.
In un momento in cui troppo presso i valori sportivi e non, sono dimenticati o sottovalutati, “United” mette in campo una storia non solo di sport ma anche e soprattutto di vita e di riscatto sociale. «L’intento del documentario è andare oltre il campo di calcio hanno spiegato le due tesiste per comprendere la quotidianit  di quello che comunemente viene definito “immigrato”. Sogni, speranze, aspettative di chi sceglie di abbandonare il proprio paese di origine per inserirsi in una cultura diversa e, in alcuni casi, ostile».
Sono tante le storie che ruotano attorno a questa squadra. Alcune dolorose, come quella di Umar Hassan Mamun, nigeriano con un passato nella serie B libica, emigrato in Italia in seguito ai recenti scontri nord-africani a causa dei quali ha perso la vita uno dei suoi fratelli. Alcune raccontano i lati oscuri del mondo del calcio, le promesse, le false speranze, la vendita di un modello di vita che per molti ragazzi africani condotti in Italia non si concretizzer  mai, un’illusione che ha incantato anche Mohamed El Habib Diallo, voce narrante del documentario, scoperto da un procuratore italiano e condotto nel nostro paese per giocare nella serie C2.
Storie di speranza ma anche di sogni che si avverano, come quello di Diego Cantero, ventiduenne paraguayano che nella vita fa il badante e ha appena coronato il sogno di iscriversi all’universit , alla facolt  di Economia aziendale.

Guidata da Antonio Gargiulo, mister non solo in campo ma anche nella vita, quest’anno la squadra è approdata nei campionati federali di terza categoria,
anche grazie alla disponibilit  della Federazione italiana gioco calcio che ha modificato alcune normative sul tesseramento dei calciatori proprio per favorire una partecipazione più ampia anche degli stranieri residenti in Itali con regolare permesso di soggiorno.
«L’integrazione – ha commentato Giancarlo Abete, presidente della Figc – deve essere la direttrice di marcia del sistema sportivo e l’Afro – Napoli United è l’esempio di come il calcio sia capace di superare le barriere prima che ci riesca la politica. Questi ragazzi sono uno stimolo a migliorarci, li invito a farci visita a Coverciano».

In foto, le due tesiste con Abete, D’Alessandro(rettore del Suor Orsola), Daniele, (assessore alla cultura del Comune di Napoli) e alcuni componenti della squadra(anche nell’immagine in basso)