Nisida/ Apre una ludoteca nell’istituto penale per minori: quando giocare insegna a rispettare le regole e confrontarsi. L’impegno della casa editrice Giochi Uniti

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Il gioco da tavolo per un reinserimento sociale. Da oggi l’Istituto penale per i minorenni di Nisida ha una ludoteca, aperta ai ragazzi e pensata per diventare un’attività strutturata della vita della struttura.
Il progetto è stato ideato e coordinato da Board Game Social Club, community dedicata al gioco da tavolo moderno, insieme a Giochi Uniti, casa editrice partenopea che ha donato i giochi e gli espositori della ludoteca. Alla preparazione dei facilitatori ha contribuito l’associazione Giocare Dentro con Gabriele Mari, formatore ed educatore ludico.
La ludoteca apre dopo un fase preparatoria estiva. Nei due incontri del 18 agosto e dell’8 settembre i ragazzi (foto) si sono avvicinati gradualmente ai giochi da tavolo, mentre gli operatori valutavano quali proposte funzionassero meglio nel contesto dell’Istituto.
Decine di ragazzi hanno preso parte al percorso, con i titoli più funzionali per il progetto del catalogo Giochi Uniti ora disponibili nella ludoteca. L’obiettivo è trasformare l’esperienza in un laboratorio continuativo sostenuto dall’Istituto, che Board Game Social Club continuerà ad accompagnare durante l’anno con presentazioni di novità, playtest e appuntamenti dedicati.
Al primo incontro ha preso parte, sedendo al tavolo con i ragazzi, Eleonora Ascione, dirigente di polizia penitenziaria. «Il gioco all’interno della nostra realtà rappresenta uno strumento pedagogico di eccellenza, in quanto veicolo di valori quali il rispetto delle regole, la cooperazione, la capacità attentiva e strategica. L’attività svolta ha stimolato la mente e l’immaginazione, offrendo una temporanea “evasione mentale”, contrastando il processo di isolamento emotivo e favorendo l’interazione positiva tra i ragazzi. Per raggiungere gli obiettivi del gioco è stato necessario collaborare, negoziare, pianificare e comunicare, competenze cruciali in vista del futuro reinserimento sociale e lavorativo. Così come si è rivelata fondamentale la gestione della sconfitta e della vittoria».
Giochi Uniti prosegue un impegno avviato da tempo. «Lo scorso anno avevamo portato il gioco da tavolo nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere – sottolinea il direttore operativo Stefano De Carolis – e quell’esperienza ci ha convinti che il gioco da tavolo moderno sia un bene culturale a tutti gli effetti e che, come tale, debba arrivare anche nei luoghi dove l’accesso alla cultura è più difficile. Per un editore che ha sede a Napoli, portarlo a Nisida significa assumersi una responsabilità verso il proprio territorio e verso i ragazzi che ne fanno parte».
A Nisida o ragazzi che si sono avvicinati al gioco da tavolo moderno e , incontro dopo incontro, sono arrivati ad affrontare e portare a termine anche giochi strategici di media difficoltà. Attorno a quel tavolo non si impara soltanto a giocare: ci si confronta, si rispettano regole, si prendono decisioni e si condivide un’esperienza con gli altri.

Nisida/ A games room opens at the correctional facility for young offenders: when playing teaches respect for the rules and how to interact with others. The commitment of the publishing house Giochi Uniti

Board games for social reintegration. As of today, the Nisida Juvenile Detention Centre has a games room, open to the young people and designed to become a regular feature of life at the Centre.
The project was conceived and coordinated by Board Game Social Club, a community dedicated to modern board games, together with Giochi Uniti, a Neapolitan publishing house which donated the games and display units for the games room. The association Giocare Dentro, with Gabriele Mari, a trainer and play-based educator, contributed to the training of the facilitators.
The games room opens following a preparatory phase over the summer. During the two sessions on 18th August and 8th September, the young people were gradually introduced to board games, whilst the staff assessed which activities worked best within the context of the centre.
Eleonora Ascione, a prison service officer, took part in the first session, sitting at the table with the young people. ‘Play within our setting is an excellent educational tool, as it promotes values such as respect for the rules, cooperation, and the ability to focus and think strategically.
The activity stimulated the mind and imagination, offering a temporary ‘mental escape’, counteracting the process of emotional isolation and fostering positive interaction amongst the young people. To achieve the game’s objectives, it was necessary to collaborate, negotiate, plan and communicate – skills that are crucial for their future social and professional reintegration. Similarly, learning to cope with both defeat and victory proved to be fundamental.”
Giochi Uniti is continuing a long-standing commitment. “Last year we took board games to the prison in Santa Maria Capua Vetere,” emphasises operations director Stefano De Carolis, “and that experience convinced us that modern board games are a cultural asset in their own right and that, as such, they should also reach places where access to culture is most difficult. For a publisher based in Naples, bringing it to Nisida means taking on a responsibility towards our local area and towards the young people who live there.”
In Nisida, young people have been introduced to modern board games and, session after session, have come to tackle and complete even medium-difficulty strategy games. Around that table, you don’t just learn to play: you engage with others, follow the rules, make decisions and share an experience with others.

RISPONDI

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