Etico, biologico, lievitato naturalmente. Sarà al Teatro partenopeo Spazio Libero di via del parco Margherita 28 fino al 17 gennaio (sabato alle 21 e domenica alle 18) lo spettacolo La masa madre che ha girato il mondo e continua a farlo: da Napoli a Padova fino all’Expo di Milano, da Parigi a Witten, da Zurigo a Caracas fino al Festival internazionale di Bogotà.
Nasce dall’intuizione dell’attore Dario Tamiazzo che, durante la sua permanenza a Buenos Aires, ha studiato e approfondito il mondo dei fornai porteños e l’uso della pasta madre (’o criscito, lo chiamano i napoletani), lievito naturale che si tramanda di generazione in generazione nelle famiglie dei fornai.
Lo spettacolo ha poi raggiunto la sua forma definitiva a Napoli con Ettore Nigro (foto in scena) che ha firmato la regia. Ha girato il mondo e continua a farlo: da Napoli a Padova fino all’Expo di Milano, da Parigi a Witten, da Zurigo a Caracas fino al Festival internazionale di Bogotà.
Narra la storia di Sante, un ragazzo che vuole diventare fornaio perché ha un sogno: fare il pane per tutti. E così lotta per mantenere viva la pasta madre che ha ereditato dal nonno fornaio. Parte alla volta di Buenos Aires dove inizia a lavorare in un panificio, lotta insieme ai compagni per salvaguardare la naturalezza del pane e distribuirlo a tutti, segnando in tal modo la storia politica e gastronomica dell’Argentina.
Un inno alla resistenza alimentare, contro l’industrializzazione selvaggia dei processi alimentari che porta alla perdita delle tradizioni gastronomiche, contro la manipolazione dei cibi e dell’essere umano.
Le scene sono di Armando Alovisi, i costumi di Patrizia Visone/Vitrizia, la grafica di Luca Serafino, le  foto di Roberta Mazzone.
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