Omaggio all’avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi, 2 anni dopo la scomparsa. Sabato 28 febbraio verrà scoperta, alle 11, nel gran salone dei busti i Castel Capuano, in piazza Enrico De Nicola, 74.
L’opera in marmo, realizzata da Christian Leperino, troverà collocazione accanto alle effigi dei grandi maestri del foro partenopeo, suggellando l’ingresso dell’illustre giurista nel pantheon delle personalità che hanno segnato in modo indelebile la storia civile e giuridica della città e del nostro Paese.
L’incontro sarà introdotto da Carmine Foreste, presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Napoli, seguito dai saluti istituzionali di Maria Rosaria Covelli e Aldo Policastro, presidente e procuratore generale della Corte d’Appello, e del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
Il profilo umano, politico e professionale dell’illustre penalista (foto) sarà poi delineato attraverso i contributi di Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia, di Tullio Morello, Consigliere del CSM, e dell’avvocato Franco Coppi.
Protagonista di una stagione di rinnovamento dell’arte oratoria, Siniscalchi ha saputo coniugare un linguaggio limpido con un incrollabile rigore. La sua carriera (dalla Presidenza dell’Ordine degli avvocati al Parlamento, fino al ruolo di membro laico del consiglio superiore della magistratura,)è stata costantemente orientata all’interesse sociale e alla tutela dei principi costituzionali.
Fu fermo sostenitore della distinzione tra “verità reale” (spesso inafferrabile) e “verità processuale”, l’unica in grado di legittimare una condanna in uno Stato di diritto. Insieme alla moglie, l’avvocata Marinella de Nigris, intrecciò la professione all’impegno civile, battendosi per i diritti delle donne e affrontando casi di cronaca nera che scossero l’opinione pubblica, come i delitti a sfondo passionale nei quali emergevano dinamiche di prevaricazione e violenza di genere.
Nel corso della sua lunghissima carriera, ha incarnato un modello di avvocatura fondato sulla responsabilità e sulla capacità di interpretare il diritto in stretta connessione con le esigenze reali della società.
Castel Capuano/ Tribute to Vincenzo Maria Siniscalchi: his portrait sculpted by Christian Leperino will be placed in the hall of busts
Tribute to lawyer Vincenzo Maria Siniscalchi, two years after his death. On Saturday the 28th of February, at 11 a.m., it will be unveiled in the grand hall of busts at Castel Capuano, in Piazza Enrico De Nicola, 74.
The marble work, created by Christian Leperino, will be placed next to the effigies of the great masters of the Neapolitan law, sealing the illustrious jurist’s entry into the pantheon of personalities who have left an indelible mark on the civil and legal history of the city and our country.
The meeting will be introduced by Carmine Foreste, president of the Naples Bar Association, followed by institutional greetings from Maria Rosaria Covelli and Aldo Policastro, president and attorney general of the Court of Appeal, and the Mayor of Naples, Gaetano Manfredi.
The human, political and professional profile of the illustrious criminal lawyer will then be outlined through contributions from Giovanni Melillo, national anti-Mafia prosecutor, Tullio Morello, CSM councillor, and lawyer Franco Coppi.
A leading figure in a period of renewal in the art of oratory, Siniscalchi was able to combine clear language with unwavering rigour. His career (from President of the Bar Association and Member of Parliament to lay member of the Superior Council of Magistrates) was constantly oriented towards social interests and the protection of constitutional principles.
He was a strong supporter of the distinction between ‘real truth’ (often elusive) and ‘procedural truth’, the only one capable of legitimising a conviction in a state governed by the rule of law. Together with his wife, the lawyer Marinella de Nigris, he combined his profession with civic engagement, fighting for women’s rights and taking on high-profile cases that shook public opinion, such as crimes of passion in which dynamics of abuse and gender-based violence emerged.
Throughout his long career, he embodied a model of advocacy based on responsibility and the ability to interpret the law in close connection with the real needs of society.







