Protagoniste, le donne. Con una fitta programmazione, al Polo delle arti di Napoli, (l’istituto include il liceo artistico, musicale e coreutico Palizzi, ma anche il professionale per la  porcellana Caselli che è ugualmente liceo artistico) diretto da Valter Luca de Bartolomeis.
Curate dalle docenti Linda Irace e Valeria Vitale, referenti per l’educazione civica, le iniziative stimolano la sensibilità di ragazze e ragazzi, incentivando l’approfondimento su temi di bruciante attualità.    
La rassegna, dedicata alle donne iraniane, prosegue un cammino iniziato il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne. L’obiettivo è installare panchine rosse vicino agli ingressi delle due sedi (Palizzi, in piazzetta Salazar, e Caselli, a Capodimonte) panchine che allieve e allievi stanno studiando e progettando.
Marzo si propone come mese di riflessioni declinate nelle varie discipline attraverso incontri incentrati intorno a una mostra, un video, una installazione, una performance al Palizzi, mentre al Caselli si svolgeranno appuntamenti creativi, tra performance, spettacolo e mostre.
“Guardami” è la mostra al Palizzi che nasce all’interno del Laboratorio di grafica come percorso didattico e creativo (foto) per combattere la violenza di genere. Vi hanno collaborato le classi del triennio dell’indirizzo grafico con la professoressa Marianna Cedrangolo: una serie di cinque manifesti sul tema della sopraffazione, collegati simbolicamente a due date significative: il 25 novembre e l’8 marzo.
Il progetto ruota attorno al concetto Ogni violenza lascia un’impronta”, intesa come segno visibile.  o invisibile che permane nel tempo, sul corpo, nella testa e nel cuore.
A questo percorso grafico si affianca il video “Guardami”, realizzato dagli studenti della 5L grafica, che utilizza il linguaggio audiovisivo per rafforzare il messaggio guida. Il titolo diventa un invito diretto alla società: osservare, riconoscere e non ignorare una realtà spesso nascosta o sottovalutata. Così grafica e comunicazione visiva diventano strumenti di impegno civile.     
L’installazione “Scarpe rosse” è stata realizzata da studentesse e studenti del design ceramica e arti figurative scultoree guidate/i dalla prof Rosanna Battigaglia.
Calzature in ceramica che non sono semplici accessori ma evocano storie di donne, di lotte e di speranza, portando con sé un messaggio di resistenza e coraggio. Un invito a interrompere il silenzio, a dare voce a chi non può farlo e a trasformare lo spazio pubblico in un palcoscenico per la consapevolezza.
La  performance “La leggerezza della bellezza” con la professoressa Mariapia Tella si concentra su un abito realizzato durante le lezioni di moda: il vestito rappresenta una bellezza libera, che non deve essere controllata né ferita. I tessuti leggeri e impalpabili avvolgono il corpo senza costringerlo, lasciando spazio al movimento e all’espressione naturale della donna. La leggerezza come simbolo di libertà.

Abiti realizzati dalla sezione moda



Il programma del marzo donna all’istituto si conclude il 30 con l’esposizione dei modellini delle panchine rosse tra le quali saranno scelta quelle da installare. In collaborazione con i docenti Alessandro Borrelli, Francesco Carbonaro, Francesca Consolante, Morena Gatta, Rosanna Gregorace, Luigi Longobardi, Barbara Nespolino, Giovanna Panza. Invitata a partecipare, l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Napoli. Emanuela Ferrante, ha promesso di adoperarsi perché le panchine possano vedere la luce.  
Al Caselli, invece, domani, martedì 17 marzo, alle 10, Voci che non tacciono, monologo di Paola Cortellesi al David di Donatello 2018,-Se io non voglio …tu non puoi interpretato dalla 3a LA A FG. Ma non solo, marzo abbraccerà anche poesie scritte da ragazze e ragazzi: attraverso le parole scorreranno pensieri, emozioni e meditazioni sul valore della donna nella società, nella famiglia e nella storia.
Una rassegna che conferma quanto la scuola possa contribuire a formare un pensiero alternativa persino quando tra le pareti di casa si respira un’atmosfera intollerabile nei valori e nei gesti.
E torna alla mente l’invito alla conciliazione di Martin Luther King, attivista per i diritti degli afroamericani, che pagò con la vita il suo impegno per la pace: La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo. L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione.

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