L’arte contemporanea torna a splendere grazie a un accurato restauro. Ci riferiamo alle opere Combattenti di Marisa Albanese (Napoli 1947 – ivi 2021): il progetto di recupero e ricollocazione nella stazione Quattro Giornate della Metropolitana Linea 1 di Napoli. è stato presentato ieri nel Teatro Antonio Niccolini dell’Accademia di Belle Arti di Napoli .
In questa occasione, è stata anche rinnovata la convenzione tra tra Anm e Accademia di Belle Arti di Napoli per la salvaguardia e valorizzazione delle opere d’arte presenti nelle stazioni della Linea 1e della Linea 6 della Metropolitana di Napoli, che perpetua un consolidato rapporto di collaborazione tra le due istituzioni iniziato nel 2006.
Il progetto, condiviso con la figlia dell’artista, Fiamma Marchione, responsabile dell’Archivio Marisa Albanese, e completato nel settembre 2024, è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Napoli, l’Azienda Napoletana Mobilità, la Scuola di restauro dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e il mecenate Gianfranco D’Amato.
L’intervento ha soddisfatto il desiderio dell’autrice, scomparsa nel 2021, di trovare una nuova e più adeguata sistemazione per l’opera “Combattenti“, che consentisse migliore fruibilità dell’installazione e anche operazioni di manutenzione programmata sulle sculture.
Lo spostamento delle statue in bronzo e dell’iscrizione in acciaio a un livello superiore della discenderia consentono oggi infatti la piena visione dell’opera dall’atrio, nonché la percezione unitaria delle sculture e della scritta sottostante.
Le attività di restauro delle quattro sculture in bronzo sono state svolte nei laboratori dell’Accademia, con la direzione di Massimiliano Massera, docente di restauro metalli e leghe contemporanee nell’ambito del Corso quinquennale di restauro abilitante alla professione di restauratore, profilo professionalizzante 4 Materiali e manufatti ceramici e vitrei; Materiali e manufatti in metallo e leghe.
Il team di professionisti, attraverso il coordinamento scientifico della prof.ssa Giovanna Cassese, ha inoltre effettuato una campagna fotografica di dettaglio prima, durante e dopo l’intervento, indagini diagnostiche di laboratorio preliminari per la lettura dettagliata delle morfologie di alterazione e di degrado presenti sull’opera, nonché indagini al microscopio digitale e a luce UV.
L’opera installata nel 2001 nella stazione Quattro Giornate raffigura quattro bianche figure femminili, ispirate alle donne della Resistenza, ma anche a tutte le giovani donne – come ha raccontato l’autrice stessa – moderne combattenti. Le quattro figure, col capo protetto da caschi in lucente metallo, siedono nella concentrata meditazione che precede l’azione.
La frase (che può essere letta in entrambi i versi) riportata nell’iscrizione in acciaio sottostante, In Girum Imus Nocte Ecce Et consumimur Igni (“andiamo in giro di notte ed ecco siamo consumate dal fuoco”) è riferita alle falene notturne, attratte dal fuoco fino a esserne bruciate, ma anche allo slancio appassionato di coloro che combattono affrontando generosamente il pericolo.

Contemporary art is back in the spotlight thanks to a meticulous restoration. We are referring to the works *Combattenti* by Marisa Albanese (Naples 1947 – 2021): the project to restore and reinstall them at the Quattro Giornate station on Naples Metro Line 1 was presented yesterday at the Antonio Niccolini Theatre of the Academy of Fine Arts in Naples.
On this occasion, the agreement between ANM and the Academy of Fine Arts in Naples was also renewed for the preservation and enhancement of the works of art located in the stations of Lines 1 and 6 of the Naples Metro, continuing a long-standing collaborative relationship between the two institutions that began in 2006.
The project, undertaken in consultation with the artist’s daughter, Fiamma Marchione, who is in charge of the Marisa Albanese Archive, and completed in September 2024, was realised thanks to the collaboration between the City of Naples, the Azienda Napoletana Mobilità, the School of Restoration at the Academy of Fine Arts in Naples and the patron Gianfranco D’Amato.







