Salerno/ Nadia Farina racconta la storia di Padre Candido Gallo. Quel cappuccino che visse dedicandosi ai malati

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Una storia vera raccontata da Nadia Farina e pubblicata da Giuseppe De Nicola. Il libro, dal titolo Il cammino di Padre Candido. Un cappuccino sui generis all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona sarà presentato a Salerno venerdì 8 maggio alle 17 a Palazzo Sant’Agostino (via Roma 104), Salone Bottiglieri.
Il regista teatrale Vanni Avallone coordinerà l’incontro con l’autrice e Paolo Romano, giornalista e scrittore, tra le letture dell’attrice Antonia Avallone.
Padre Candido Gallo è una figura che ha lasciato un segno profondo nella comunità in cui ha operato. Molti cittadini, in particolare tra le generazioni più adulte che hanno conosciuto l’esperienza dell’ospedale, lo ricordano ancora oggi. Visse dedicandosi ai malati, al personale sanitario e a numerose iniziative di carattere spirituale e culturale.
Figura per certi versi misteriosa, lo si vedeva talvolta attraversare i corridoi dell’ospedale, avvolto nella sua tonaca marrone e sorretto da un bastone, lasciando dietro di sé un’aura sospesa, quasi fuori dal tempo.
Testimone instancabile della storia, è autore, tra l’altro, di Salerno ore 1.52, pubblicato nel 1955 e più volte ristampato: racconta la notte del 26 ottobre 1954, quando, all’1.52, l’orologio del campanile della chiesa dell’Annunziata si fermò: l’alluvione travolse la parte orientale della città.
Giovanissimo, e a Salerno da appena un anno, Padre Candido iniziò il suo apostolato proprio in quei giorni drammatici, benedicendo le salme e offrendo conforto a chi aveva perso tutto. Fu testimone diretto di eventi che misero a dura prova il suo animo, ma anche di straordinari gesti di solidarietà e umanità.
Padre Candido non raccolse soltanto notizie: scrisse ciò che vide, ascoltò e toccò. Raccontò corpi straziati dalla furia delle acque, urla disperate e preghiere, ma anche episodi di coraggio e solidarietà, restituendo dignità e voce a una comunità ferita.
Accanto alla cronaca, nei suoi scritti trovano spazio la fede e la memoria dei luoghi, narrate con rigore, onestà e rispetto, senza sottrarsi alle verità più difficili.
Il volume nasce dal desiderio di preservarne e raccontarne l’eredità, intrecciando il ritratto pubblico dello studioso con quello più intimo di amico, consigliere e guida spirituale. Anche dell’autrice stessa.
Il ricavato dalla vendita della pubblicazione andrà a Brio Housing, progetto dedicato all’autonomia e all’indipendenza di giovani adulti autistici e delle loro famiglie.

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