Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Con l’animo affranto partecipiamo della morte di Michael Aspinall, che si è spento a Napoli oggi dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale. Nato nel 1939 a Stockport (vicino Manchester), in Inghilterra, Michael Aspinall è stato una figura di assoluto rilievo internazionale nel panorama musicale, capace di fondere una cultura enciclopedica e una rigorosa attività di ricerca con una sensibilità artistica e un’ironia fuori dal comune.
Musicologo raffinato, cantante, attore, giornalista e scrittore, Aspinall aveva iniziato i suoi studi di canto a Londra.
Inizialmente impostato come baritono, aveva compreso ben presto che la sua vera straordinaria vocazione risiedeva nel teatro comico e nella parodia lirica. Ha così calcato i palcoscenici di tutto il mondo con spettacoli cult e performance irresistibili, diventando celebre e amato dal pubblico e dagli appassionati per le sue esilaranti parodie d’opera — celebri le sue imitazioni virtuosistiche delle grandi dive del Belcanto — vissute sempre con profondo rispetto filologico e mai con mera caricatura.
Accanto alla travolgente carriera da performer, Aspinall è stato uno stimatissimo esperto di vocalità storica. Ha tenuto conferenze, scritto saggi fondamentali per riviste sia italiane che inglesi, e firmato i testi critici per innumerevoli ristampe di registrazioni storiche.
Tra le sue collaborazioni più prestigiose spicca quella per un’importante biografia su Enrico Caruso pubblicata nel 1999 (scritta con Gianni Cesare e Pietro Gargano), all’interno della quale curò l’approfondita analisi tecnica dello stile del leggendario tenore.
Dopo aver girato il mondo, l’artista britannico aveva scelto proprio Napoli come sua dimora elettiva, stregato dalla cultura e dall’anima della città. Un legame viscerale e indissolubile, suggellato anche dal riconoscimento ufficiale delle istituzioni: nell’aprile del 2026, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi gli aveva conferito solennemente la Medaglia della Città a Palazzo San Giacomo (foto), celebrandolo come un vero e proprio “Maestro del Belcanto” adottato dal capoluogo campano.
Con la sua scomparsa, il mondo della musica perde un intellettuale arguto, un artista insostituibile e un uomo di rara generosità e ironia.
Vincenzo Mighali







