Trianon Viviani/ Il neodirettore artistico Pierpaolo Sepe lancia il nuovo cartellone che attraversa Napoli. Occhio alla formazione di tecnici teatrali e festa finale con il rap

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Dopo una donna, arriva una visione tutta al maschile? Marisa Laurito ha guidato artisticamente per 6 anni il Trianon Viviani, rinato dal buio di tempi difficili e divenuto anche punto d’incontro di impegno civile. Ma sul palco ieri alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione teatrale che coincide con la nuova direzione artistica di Pierpaolo Sepe c’erano solo uomini. Tra loro, oltre Sepe, l’assessore regionale alla cultura Ninni Cutaia e il presidente della Fondazione del teatro Gianni Pinto.
Non è una colpa certamente, però nemmeno un accenno al rilancio del palcoscenico di Forcella guidato dalla popolare attrice e conduttrice è sembrata un’assenza fastidiosa in un calendario di spettacoli declinato con uno slogan pure questo al maschile “Curre guaglio’ curre” dedicato a Gennarino Capuozzo, eroe undicenne caduto durante le 4 giornate di Napoli del ’43, immagine simbolo del manifesto che annuncia il programma.
Una scelta in parte mitigata dalle parole del neodirettore: davanti a una platea gremita legge il suo discorso per non essere tradito dall’emozione, mettendo subito le cose in chiaro: «Un teatro ci precede.
E ci sopravvive. Nessuno può pensare di possederlo. Per un tratto di strada ne siamo soltanto i custodi. Abbiamo il dovere di prendercene cura. Di ascoltarlo. Di renderlo un po’ più aperto di come lo abbiamo trovato.
Di consegnarlo a chi verrà dopo di noi un po’ più ricco di possibilità.
Ed è questa la responsabilità più importante di chi dirige un teatro pubblico».
Inclusione è un concetto che vibra nell’aria e parte dalla corale Festa di Piedigrotta di Raffaele Viviani con la regia di Nello Mascia e le elaborazioni musicali di Eugenio Bennato (dall’8 al 13 settembre).
Tuttavia, l’inaugurazione vera è propria è affidata a Le Quattro Giornate di Napoli. Ovvero della dignità perduta, diretta da Carlo Cerciello (dal 14 al 24 gennaio), una rilettura della sollevazione del popolo napoletano per riflettere sul concetto di libertà.
Non solo teatro, ma anche musica, danza, cinema e formazione su cui punta molto Sepe con l’iniziativa dell’Accademia dei mestieri, dal 20 ottobre al 13 giugno, per “allenare” macchinisti, tecnici, fonici e attrezzisti. Senza di loro, il teatro si ferma.
Ma non si fermerà mai la volontà di dare spazio a voci differenti: quindi, in questa stagione, (ri)troviamo Marina Rippa con le signore del laboratorio teatrale (Amelia Patierno, Anna Liguori, Anna Manzo,
Anna Marigliano, Anna Patierno, Antonella Esposito, Flora Faliti, Flora Quarto, Gianna Mosca, Giustina Cirillo, Giusy Esposito, Ida Pollice, Iolanda Vasquez, Melina De Luca, Nunzia Patierno) raccontate nel docufilm “Si dice di me” di Isabella Mari, un’opera che ne ripercorre venti anni di attività.
A Natale il teatro ospiterà il consueto appuntamento con La Cantata dei Pastori che ha come protagonisti Peppe Barra-Razzullo e Lalla Esposito-Sarchiapone (dal 19 dicembre al 3 gennaio).
C’è spazio ancora per Così fan tutte di Wolfgang Amadeus Mozart, l’omaggio del compositore a Napoli e alla sua opera buffa, con l’Ensemble Mercadante diretto da Benedikt Sauer.
Mentre in primavera arriveranno Enzo Avitabile e Peppe Servillo tra world music, jazz, tradizione popolare e canzone d’autore (19 marzo) e Lina Sastri tornerà in un recital tra canzone e teatro (9 e 10 aprile).
Da segnalare infine, tra le tante altre proposte, Radio Trianon, uno spazio vivo che accoglie la Napoli musicale contemporanea: si chiuderà con concerto finale in piazza, a Forcella, dove sovrano sarà il rap, il 10 giugno 2027. Per rendere possibile ciò che ancora non lo è.

Qui sopra, l’ingresso del Trianon. In copertina, Nello Mascia fotografato da Pino Miraglia





ABBONAMENTI
Al via da oggi la campagna abbonamenti di due tipi: il primo, Scegli la Tua formula: il sottoscrittore può selezionare nel cartellone 5, o 10, oppure 20 spettacoli, a partire da 80 euro. Il secondo è Tematico verticale e consente di prendere 5 o 10 titoli nella programmazione di teatro, o in quella di musica, oppure in quella di danza, a partire da 70 euro. Per entrambi i tipi sono previste riduzioni per gli “under 25”, gli “over 65”, i cral e le persone convenzionate.


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