Mann/ Sei capolavori classici per cambiare punto di vista su stomia e incontinenza. Ogni persona può essere un’opera d’arte

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Oltre il punto di vista @MANN. Un progetto che nasce dall’arte per parlare di salute, ma che chiede soprattutto di cambiare prospettiva: vedere ciò che normalmente non si vede e, attraverso un nuovo punto di vista, guardare prima di tutto alla persona.
L’iniziativa presentata dalla Federazione delle associazioni incontinenti e stomizzati (Fais) e dal Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann), in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione “G. Pascale” è esposta fino 19 ottobre dalle 9.00 alle 19.30, negli spazi della Sala collezione Farnese e della Villa dei Papiri del Mann, con accesso attraverso il biglietto del Museo.
Sei capolavori classici – l’Ercole Farnese, la Venere Callipigia, i Tirannicidi, l’Apollo Citaredo, i Corridori e il satiro ebbro – diventano protagonisti di un’inedita operazione di sensibilizzazione: i presidi medici per stomia e incontinenza vengono rappresentati sui corpi delle sculture, attraverso pannelli trasparenti in plexiglass con immagini in alta definizione, calibrate prospetticamente per sovrapporsi alle opere. Il visitatore è invitato a cambiare punto di osservazione e, con pochi passi, a scegliere se guardare la statua nella sua dimensione classica oppure cogliere anche la presenza del presidio medico. Un gesto semplice che modifica la percezione dell’opera e dà significato al claim della campagna: “Oltre il punto di vista”.
L’obiettivo è portare alla luce una realtà ancora poco conosciuta e spesso vissuta nel silenzio. Incontinenza e stomia riguardano oltre il 10% della popolazione italiana, ma sono ancora associate a imbarazzo, vergogna e pregiudizi che possono incidere profondamente sulla vita quotidiana delle persone e delle loro famiglie.
Spiega Pier Raffaele Spena, presidente Fais: «Oggi abbiamo bisogno di cambiare il modo in cui guardiamo all’incontinenza e alla stomia. Non sono condizioni che definiscono una persona, ma realtà con cui milioni di persone convivono ogni giorno. Con la campagna di sensibilizzazione “Siamo un’opera d’arte” abbiamo scelto di portare questo messaggio in un luogo simbolo della cultura e della bellezza, proprio per rompere il silenzio e mettere in discussione i pregiudizi. Un presidio medico può cambiare il corpo, ma non cambia il valore, la dignità o l’identità della persona. Andare oltre il punto di vista significa proprio questo: imparare a guardare oltre ciò che vediamo e riconoscere, prima di tutto, la persona».
L’iniziativa invita così a superare una contrapposizione solo apparente tra perfezione e fragilità, tra ciò che viene celebrato come modello di bellezza e ciò che, nella quotidianità, viene spesso nascosto. Le opere d’arte non perdono il proprio valore quando vengono rappresentate con un presidio medico; allo stesso modo, una persona non perde nulla della propria identità quando deve utilizzare una sacca per stomia, un catetere o un pannolone.
Conclude il direttore del Mann Francesco Sirano: «Abbiamo creduto nel progetto “Siamo un’opera d’arte”, promosso in collaborazione con Fai, per stimolare una riflessione: davvero bellezza, armonia, proporzioni, espressioni sono disgiunti dalla realtà in generale e in particolare da una realtà come quella delle persone stomizzate e incontinenti? Tutti ci possiamo riconoscere in un’opera d’arte secondo il nostro stato mentale, i nostri bisogni più intimi, i nostri sogni e i nostri incubi: gioia, paura, allegria, ironia e angoscia rendono ciascuno di noi unico e la nostra condizione fisica non è che un “accidente”».

Mann/ Six classic masterpieces to change the way we view stomas and incontinence. Every person can be a masterpiece

Beyond the @MANN perspective. A project born out of art to talk about health, but which, above all, calls for a change of perspective: to see what is not normally seen and, through a new perspective, to look first and foremost at the person.
The initiative, presented by the Federation of Associations for People with Incontinence and Ostomies (FAIS) and the National Archaeological Museum of Naples (MANN), in collaboration with the ‘G. Pascale’ National Cancer Institute (IRCCS), is on display until the 19th of October from 9.00 am to 7.30 pm, in the Farnese Collection Gallery and the Villa dei Papiri at the MANN, with access included in the museum ticket.
Six classical masterpieces – the Farnese Hercules, the Callipygian Venus, the Tyrannicides, the Cithara-playing Apollo, the Runners and the Drunken Satyr – take centre stage in a unique awareness-raising initiative: medical aids for stoma care and incontinence are depicted on the bodies of the sculptures, using transparent Plexiglas panels featuring high-definition images, perspective-corrected to align with the works. Visitors are invited to change their vantage point and, with just a few steps, to choose whether to view the statue in its classical form or to also take in the presence of the medical device. A simple gesture that alters the perception of the artwork and gives meaning to the campaign’s slogan: ‘Beyond the point of view’.
The aim is to shed light on a reality that is still little known and often experienced in silence. Incontinence and ostomy affect over 10 per cent of the Italian population, but are still associated with embarrassment, shame and prejudice that can have a profound impact on the daily lives of individuals and their families.
Pier Raffaele Spena, president of Fais, explains: ‘Today we need to change the way we view incontinence and ostomy. These are not conditions that define a person, but realities that millions of people live with every day. With the awareness campaign “We Are a Work of Art”, we have chosen to convey this message in a place that symbolises culture and beauty, precisely to break the silence and challenge prejudices. A medical intervention may alter the body, but it does not alter a person’s worth, dignity or identity. Looking beyond the surface means precisely this: learning to look beyond what we see and to recognise, first and foremost, the person.”
The initiative thus invites us to move beyond a merely apparent contrast between perfection and fragility, between what is celebrated as a model of beauty and what is often concealed in everyday life. Works of art do not lose their value when depicted with a medical device; in the same way, a person loses nothing of their identity when they have to use a stoma bag, a catheter or a nappy.
Francesco Sirano, director of the Mann, concludes: ‘We believed in the “We are a work of art” project, promoted in collaboration with FAI, to encourage reflection: are beauty, harmony, proportions and expressions really disconnected from reality in general, and in particular from the reality of people with stomas and those with incontinence? We can all recognise ourselves in a work of art according to our state of mind, our most intimate needs, our dreams and our nightmares: joy, fear, cheerfulness, irony and anguish make each of us unique, and our physical condition is nothing more than an ‘accident’.”

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