In foto Luce d’autunno su Roma, Carlo Verdone

Espone per la prima volta le proprie fotografie in pubblico Carlo Verdone, un nuovo debutto per l’attore, regista e sceneggiatore romano, questa prima volta però come fotografo.
La mostra Nuvole e colori allestita al Museo MADRE di Napoli, dal 30 luglio al 1 novembre 2020, si colloca all’interno de La Milanesiana, manifestazione ideata e diretta dalla regista e editrice Elisabetta Sgarbi e giunta alla ventunesima edizione.
Il progetto di allestimento della mostra è stato curato dall’architetto Luca Volpatti e racconta attraverso 42 scatti inediti vent’anni di cielo, nuvole, colori accesi, vortici imponenti e atmosfere sospese. Poesie visive in cui l’elemento antropico è marginale o assente, in cui l’inquadratura si sposta dai volti degli attori per dirigersi verso l’altro, verso l’eternità, elevandosi in una preghiera laica, un discorso con Dio.

In alto, un’immagine della presentazione. Qui su Carlo Verdone al MADRE di Napoli per La milanesiana

Durante l’opening della mostra il giornalista e critico cinematografico Paolo Mereghetti, curatore della mostra assieme a Elisabetta Sgarbi, più volte lascia che Verdone vaghi tra i ricordi. Riaffiora così la memoria di una cena praghese, anno 1971 o 1972 quando da giovanissimo accompagna il padre, noto saggista e accademico, in un giro di conferenze nell’Europa dell’Est. Invitati a cena in casa di alcuni artisti praghesi, attendono l’arrivo del regista e fotografo slovacco Karel Plicka, in quell’occasione Verdone prende a scattare. Plicka, grande assente a quell’evento, diviene successivamente l’ispirazione del giovane Verdone. I suoi paesaggi praghesi, malinconici e talvolta tenebrosi, rappresentano il punto di partenza di una passione esclusiva e meditativa.

Qui sopra e in basso, foto di Karel Plicka: la basilica St James di Praga e ritratto di una contadina


La ricerca consapevole di un proprio sguardo fa capolino solo dal 1999 con l’acquisto di una buona macchina fotografica, da quel momento scatta centinaia di fotografie, su pellicola e in digitale, soprattutto con una macchina Ilford di cui ormai è difficile trovare la pellicola. Fotografa con perseveranza e dedizione, attendere il momento giusto e scattare gli dona calma, “come certi brani orizzontali di Bian Eno che in alcuni creano angoscia”, ma a lui danno pace. Alla domanda di Mereghetti perché non i volti? L’artista risponde che fotografare i volti “è troppo difficile” e cita ancora il lavoro straordinario di Plicka con i contadini slovacchi.


Emerge così un lato di Carlo Verdone inedito perché intimo, se non proprio intimista, un altro aspetto di una personalità che conosciamo solo per la sua verve comica. Proprio sul diktat “la gente vuole ridere” l’autore si sofferma più volte, criticando l’ossessione per una vuota superficialità di troppe produzioni. Se in un montaggio neanche un regista affermato e apprezzato può strappare venticinque secondi di cielo, perché troppo artistici, forse le dinamiche del mercato cinematografico andrebbero ripensate.
Le parole più amare vanno alla sua amatissima Roma, città bellissima, che sceglie di fotografare solo dall’alto e in bianco e nero, per fingere con sé stesso che il tempo si sia fermato agli anni Cinquanta, prima di quello che lui stesso definisce “un lento e inesorabile declino”, la distanza è un balsamo per le delusioni. Fotografare il cielo sopra Roma è anche mettere in relazione due concetti di eternità, uno storico e l’altro filosofico.
Si fa spazio nel discorso l’idea della fine e se è vero che ogni cosa umana finisce, se anche la terra finirà, il cielo sarà ancora lì, illuminato da un’altra luce.

In foto Elisabetta Sgarbi (in verde) e Laura Valente assieme agli ospiti della presentazione con la rosa simbolo de La Milanesiana

L’occasione è consona anche a presentare la riedizione de Il Nuvolario di Fosco Maraini, curata da Elisabetta Sgarbi per La Nave di Teseo. Presenti all’apertura della mostra anche Maurizio De Giovanni ed Enzo Avitabile,
La Milanesiana e il Museo MADRE danno vita così a una nuova collaborazione che porta nell’estate rodariana del museo d’arte contemporanea di Napoli, un altro tassello di quel percorso di apertura ai linguaggi più disparati intrapreso dalla presidente della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee Laura Valente.
©Riproduzione riservata 

Carlo Verdone. Nuvole e colori
dal 30 luglio al 1 novembre 2020
presso il Museo MADRE di Napoli
via Luigi Settembrini 79
Catalogo edito dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi, con testi di Carlo Verdone, Paolo Mereghetti, Elisabetta Sgarbi, Laura Valente è acquistabile presso il museo
Mostra visitabile Lunedì e da Mercoledì a Sabato 10.00 — 19.30
Domenica 10.00 — 20.00
Chiuso il Martedì
Intero: € 4.00
Ridotto: € 2.00

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