Archeologico/Il Mann si racconta sui social nella chiusura del weekend: dagli oggetti delle città vesuviane a Dioniso, dio dell’ebbrezza

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In alto, elmo sezione Epigrafica (credits: Salvatore Granata); qui sopra, coppa
Preistoria (Giorgio Albano)

Nel weekend, il Mann entra con i suoi tesori nelle case di tutti. Visto che sabato e domenica chiude le porte alle visite. E offre così al pubblico la possibilità di un viaggio virtuale.
Reperti meno noti al grande pubblico per un tour virtuale da compiere, fotografia dopo fotografia: la campagna social “Aperti per voi. Racconti dalle Collezioni” sarà in programma domani e domenica sulla pagina Facebook e sul canale Instagram.
In ordine sparso voluto, fan e follower delle piattaforme social potranno ammirare, grazie alle tecnologie digitali, alcuni capolavori dell’Istituto: si partirà domani alle 8.30 con post su una delle sculture dei Dioscuri (metà del II sec. d.C.), proveniente dal cosiddetto Tempio di Venere a Baia ed ospitata nell’Atrio del Museo
Tra i mosaici, scelto lo splendido corteo di Nettuno e Anfitrite (I sec. a.C., da Pompei, casa del Granduca di Toscana), mentre il candido marmo del busto di Claudio (presumibilmente da Roma, I sec. d. C.) “rappresenterà” online, per questo fine settimana, la statuaria Farnese. 
Per la Villa dei Papiri, comunicherà fascino e mistero, anche in rete, il busto femminile identificato prima con la regina tolemaica Berenice, poi con la dea Artemide. 
Tra gli allestimenti di recente rinnovati, una statuetta di Iside/Fortuna, vero e proprio gioiello di artigianato artistico in epoca romana, sarà “condivisa” su Facebook per raccontare il pregio delle suppellettili nella Collezione degli oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane.
E nella sezione epigrafica c’è un elmo bronzeo (da Locri, primo quarto del V sec. a. C.), su cui figura un’iscrizione dedicata alla dea Persefone dal soldato Xenainetos. 
Mentre la sezione dedicata alla civiltà egizia svelerà un dettaglio della stele funeraria dello scriba Hui rappresenterà, anche nell’oltretomba, il legame tra il defunto, il padre Pah e la madre Sattie. 
Infine, nella sezione Preistoria e Protostoria, una coppia di ceramica di impasto dell’età del Ferro da Capua e dalle sale degli Affreschi proviene l’ultimo e colorato post della campagna con un frammento ritrovato nei Praedia di Iulia Felix. In questa pittura pompeiana, su una piccola gradinata, sono esposti elementi che rimandano a Dioniso, dio dell’ebrezza e della vitalità. 

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