Non hai fiori bianchi per me? Parte da questo interrogativo la mostra (foto) di Massimo Cicala e Antonio Conte a cura di Emanuela Marmo che si inaugurerà mercoledì 3 dicembre alle 18 nell’atelier di Antonio Conte, sede della sua piccola galleria resistente, in vico Santa Maria a Lanzati 23, alle spalle di via Foria, arteria commerciale storica di Napoli, a pochi passi dal magnifico orto botanico.
Luogo di sperimentazione e incrocio multiculturale, dove l’arte si intreccia con la parola e la musica, la piccola galleria resistente entra quest’anno a pieno merito nella quinta edizione della rassegna napoletana Art days, Napoli Campania, prima manifestazione per l’arte contemporanea diffusa tra il capoluogo campano e l’intera regione che si svolgerà dal primo al 7 dicembre.
“Voci dall’alveare” è il titolo dell’iniziativa 2025, ispirato al racconto Freddo a Napoli di Italo Calvino uscito sul quotidiano nazionale L’Unità nel 1949. «Io credevo che a Napoli facesse caldo anche d’inverno- scrive l’autore- Invece il giorno che arrivammo noi arrivò anche il freddo, un vento marino che faceva battere i denti e gli stipiti degli usci. Io cercavo qualcosa che ‘facesse Napoli’, non riuscivo a capire che colore avesse questa città, che ritmo: mi fermavo a calze rammendate appese fuori dalle case, a lenzuola in aria, ‘questo fa Napoli’, ripetevo ogni volta, ma il cielo grigio, il freddo mi perdevano, e non potevo togliermi Genova dal capo».
Si svela, invece, un mondo variopinto, oltre gli stereotipi, lo stesso che prende forma in questa kermesse dove l’attività di gallerie importanti (anche casa Morra con i suoi archivi e Gallerie d’Italia Napoli ovvero Museo Intesa San paolo) si intreccia con la creatività emergente, tenace e innovativa di artiste e artisti indipendenti.
Ma torniamo alla mostra della piccola Galleria resistente che rappresenta una fonte di energia inesauribile nei suoi collegamenti con Napoli e l’altrove. Parte da una domanda che trova riferimento nel testo La cura di Franco Battiato e che ci porta immediatamente al rapporto dell’esserci, di come l’umanità si collega al reale.
Spiega Cicala: «Il mio lavoro raccoglie oggetti naturali, dalla stessa natura plasmati in “bellezza”, oggetti subliminali in grado di rimandare ad altri significati; l’osso di seppia evocativo nella sua analogia alla sacralità della mitra papale, piccoli legni somiglianti a volti, maschere, animali mitologici e bambole pagane. Quello che vediamo e il significato che gli attribuiamo è “verità” oppure è costruzione della nostra immaginazione, della nostra educazione, del nostro retaggio culturale?…».
Mentre Cicala (che ha una laurea in architettura) mette insieme forme scultoree nella pienezza del colore, Conte (che si è formato all’Accademia di Belle arti di Napoli) cattura l’alito della vita in tonalità brillanti ed essenziali. Il loro compito diventa osservazione, ascolto e azione artistica.
Chiarisce Conte: «L’opera dei semi, e la mia opera sui semi, custodisce una speranza. Di fronte ai distrai ambientali sembra un’utopia qualsiasi rimedio. Cos’è allora l’utopia? L’utopia è un luogo che non esiste… ancora, come ancora non esiste il terreno nel quale il seme metterà radice. Il seme non sa dove potrà crescere, ma comunque conserva dentro di
sé la vita, nonostante tutto, nonostante noi. Il girasole non sa quanto poco gli conviene stare a questo mondo, e così cresce lo stesso. I semi sono azioni fatte bene che ci porteranno da qualche parte, forse. Sono particolari che vedi, se te ne accorgi. Se te ne accorgi, inizia il tuo viaggio nella cura di qualcosa: del tuo cane, della tua casa, della tua famiglia…».
Due testimonianze, quella di Cicala e Conte radicate in una ricerca sulla capacità di ascoltare il respiro dell’universo che avvolge.
Ma Art days è uno specchio profondo che riflette anche i risultati della videoarte con proiezioni con screening di artisti internazionali come Rebecca Moccia, Yuri Ancarani e Bertille Bak per i Progetti Speciali.
Sono 63 gli incontri in 7 giorni di manifestazione in diversi luoghi di Napoli (Accademia di Belle Arti, Università degli Studi di Napoli Federico II, Cinema Modernissimo, Casa Cinema, Casa Morra, Museo Madre, Città della Scienza, Spazio OBÙ di Fondazione Terzoluogo), ma anche nelle province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. E, infine, un Extra Art Days a Barra.
Creato da un team under-35 di professioniste dell’arte – Martina Campese, Raffaella Ferraro e Letizia Mari – Art Days 2025 è supportato dal Comitato Scientifico composto da Fabio Agovino, Teresa Carnevale e Adriana Rispoli. Ha ricevuto per il quarto anno di seguito il contributo della Regione Campania attraverso il Piano di promozione culturale anno 2025. Inoltre ha ottenuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti Contemporanee – museo Madre, il Patrocinio del Comune di Napoli, della Camera di Commercio di Napoli e di Fondazione Italia Patria della Bellezza.
Da segnalare, inoltre, Napoli gallery weekend composto da spazi espositivi come Acappella, Andrea Ingenito Contemporary Art, Galleria Umberto Di Marino, Galleria Fonti, Alfonso Artiaco, Galleria Tiziana Di Caro, Studio Trisorio, Thomas Dane Gallery, Gallerie Riunite, con mostre e appuntamenti dalle 10 alle 20 di sabato 6 dicembre.
Per saperne di più
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wwwartdaysnapolicampania.com
https://www.facebook.com/p/Piccola-Galleria-Resistente-100088664411175/

Art Days Napoli Campania/ Widespread creativity: the (different) voices of a city in continuous growth. Among the emerging artists, Massimo Cicala and Antonio Conte capture the spirit of the world
Don’t you have any white flowers for me? This question is the starting point for the exhibition (photo) by Massimo Cicala and Antonio Conte, curated by Emanuela Marmo, which will open on Wednesday the 3rd of December at 6 pm in Antonio Conte’s studio, home to his small, resilient gallery, located at Vico Santa Maria a Lanzati 23, behind Via Foria, Naples’ historic commercial artery, a few steps from the magnificent botanical garden.
A place of experimentation and multicultural exchange, where art intertwines with words and music, the small, resilient gallery is this year entering the fifth edition of the Neapolitan exhibition Art Days, Napoli Campania, the first event for contemporary art spread across the Campania capital and the entire region, which will take place from the first to the 7th of December.
‘Voci dall’alveare’ (Voices from the Beehive) is the title of the 2025 initiative, inspired by Italo Calvino’s short story “Freddo a Napoli” (Cold in Naples), published in the national newspaper L’Unità in 1949. ‘I thought it was hot in Naples even in winter,’ writes the author, ‘but on the day we arrived, the cold also arrived, a sea wind that made our teeth chatter and the doorposts rattle. I was looking for something that “made Naples”, I couldn’t understand what colour this city had, what rhythm: I used to stop at darned socks hanging outside houses, at sheets in the air, “this makes Naples”, I repeated every time, but the grey sky and the cold lost me, and I couldn’t get Genoa out of my head”.
Instead, a colourful world is revealed, beyond stereotypes, the same world that takes shape in this event where the activities of important galleries (including Casa Morra with its archives and Gallerie d’Italia Napoli, or Museo Intesa San Paolo) intertwine with the emerging, tenacious and innovative creativity of independent artists.
But let us return to the exhibition at the small Galleria Resistente, which represents an inexhaustible source of energy in its connections with Naples and elsewhere. It starts from a question that finds reference in Franco Battiato’s text La cura and immediately leads us to the relationship of being, of how humanity connects with reality.
Cicala explains: “My work collects natural objects, shaped by nature itself into ‘beauty”, subliminal objects capable of referring to other meanings; the evocative cuttlefish bone in its analogy to the sacredness of the papal mitre, small pieces of wood resembling faces, masks, mythological animals and pagan dolls. What we see and the meaning we attribute to it is “truth” or is it a construct of our imagination, our education, our cultural heritage?…”.
While Cicala (who has a degree in architecture) brings together sculptural forms in rich colours, Conte (who trained at the Academy of Fine Arts in Naples) captures the breath of life in bright, essential tones. Their task becomes observation, listening and artistic action.
Conte explains: ‘The work of seeds, and my work on seeds, contains hope. In the face of environmental distractions, any remedy seems like utopia. So what is utopia? Utopia is a place that does not exist… yet, just as the soil in which the seed will take root does not yet exist. The seed does not know where it will grow, but it still preserves life within itself, despite everything, despite us. The sunflower does not know how little it suits it to be in this world, and so it grows anyway. The seeds are actions done well that will take us somewhere, perhaps. They are details that you see, if you look closely. The sunflower does not know how little it benefits from being in this world, and so it grows anyway. Seeds are actions done well that will take us somewhere, perhaps. They are details that you see, if you notice them. If you notice them, your journey into caring for something begins: your dog, your home, your family…’.
Two testimonies, those of Cicala and Conte, rooted in research into the ability to listen to the breath of the universe that surrounds us.
But Art Days is also a deep mirror that reflects the results of video art with screenings by international artists such as Rebecca Moccia, Yuri Ancarani and Bertille Bak for the Special Projects.
There are 63 events over 7 days in various locations in Naples (Accademia di Belle Arti, Università degli Studi di Napoli Federico II, Cinema Modernissimo, Casa Cinema, Casa Morra, Museo Madre, Città della Scienza, Spazio OBÙ di Fondazione Terzoluogo), but also in the provinces of Avellino, Benevento, Caserta and Salerno. And finally, an Extra Art Days in Barra.
Created by a team of female art professionals under the age of 35 – Martina Campese, Raffaella Ferraro and Letizia Mari – Art Days 2025 is supported by a Scientific Committee composed of Fabio Agovino, Teresa Carnevale and Adriana Rispoli. For the fourth consecutive year, it has received funding from the Campania Region through the 2025 Cultural Promotion Plan. It has also obtained the patronage of the Donnaregina Foundation for Contemporary Arts – Madre Museum, the City of Naples, the Naples Chamber of Commerce and the Fondazione Italia Patria della Bellezza.
Also worth mentioning is the Naples Gallery Weekend, featuring exhibition spaces such as Acappella, Andrea Ingenito Contemporary Art, Galleria Umberto Di Marino, Galleria Fonti, Alfonso Artiaco, Galleria Tiziana Di Caro, Studio Trisorio, Thomas Dane Gallery and Gallerie Riunite, with exhibitions and events from 10 a.m. to 8 p.m. on Saturday the 6th of December.
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