La musica, una strada creativa per imparare a seguire le regole. Sull’onda, però, delle emozioni. E’ la linea tracciata dalla rassegna Musica al Mercato (Mam) che quest’anno spegne sette candeline. A volerla fortemente, Carmine Negro, dirigente dell’Istituto comprensivo Campo del Moricino, come veniva denominato, un tempo, lo spazio urbano a ridosso della cinta muraria. Non è da solo, ma in sinergia con il Consorzio antiche botteghe tessili  e l’associazione Giovanni Maria Trabaci, ovvero in collaborazione con una rete che è la vero forza del territorio.
La musica è un campo esteso con uno spartito da seguire: un allenamento artistico per affrontare la vita di tutti giorni in un perimetro della città  che soffre spesso della presenza minacciosa di un ombra illegale pronta a soffocarla. I ragazzi vengono educati al bello per sviluppare anticorpi in grado di nutrire le loro aspirazioni a un futuro con prospettive di sviluppo.
Prendendo spunto dal passato, perché proprio a piazza Mercato, vicino alla scuola guidata da Negro, fu fondato  il primo Conservatorio della città, nel 1535, quello di S. Maria di Loreto. E  così, alimentati dalla tradizione, immaginano un presente partenopeo dipinto  di suoni cui risponderà un domani generoso di opportunità.
Ed è con questo spirito che ha preso corpo stamattina la manifestazione nell’ampia sala di Corradino della scuola partendo da un seminario (per la formazione degli insegnanti) sul tema: Domenico Cimarosa (1749 -1801) figliolo di Santa Maria di Loreto nel 270° anniversario della nascita. Protagonisti, due studiosi Marta Columbro e Cesare Corsi. Un trampolino di lancio per  i prossimi 3 concerti: 28 marzo, 4 e 11 aprile.
L’appuntamento di dopodomani, sempre nella sala Corradino, alle 16.30,  sarà curato da Mauro Castaldo e prevede, nel programma, tra l’altro,  la Danza dei nani di Raffaele Calace, interpretata dal mandolino di Lorenzo Marrone, allievo del Liceo artistico musicale Boccioni Palizzi che sarà accompagnato al piano dalla docente Giuseppina De Rosa.
Obiettivo del progetto, infatti, è valorizzare il lavoro dei giovani musicisti e degli studenti di strumento delle scuole medie, dei licei musicali e dei conservatori. Puntando sul talento, vera ricchezza di Napoli, nonché possibile fonte di occupazione.
Non a caso si è scelto d’incentrare il titolo dell’edizione 2019 su Cimarosa. Nato ad Aversa da una famiglia poverissima (papà muratore e mamma lavandaia) il piccolo Domenico è poi diventato uno dei grandi protagonisti della scuola musicale napoletana del ‘700. La storia insegna che i sogni possono diventare realtà.
In foto, un ritratto di Domenico Cimarosa
Per saperne di più
http://www.istitutocomprensivocdm.it/