Il Museo e Real Bosco di Capodimonte racconta se stesso in un video su facebook. Una sintesi virtuale di quello che la reggia ha proposto durante l’anno della pandemia. Una carrellata di immagini che ripercorrono le mostre su Gemito, Luca Giordano e Christiane Lohr, il riallestimento della collezione Farnese quando il museo ha riaperto i battenti dopo il primo lockdown.
ll restauro architettonico del Giardino tardobarocco, comprese le sculture nell’Emiciclo di Porta di Mezzo e la Statua del Gigante alla fine del viale centrale. Il restauro del capolavoro di Giovanni Bellini La Trasfigurazione e il lungo lavoro per digitalizzare tutto le opere del Museo, cominciando dall’Armeria farnesiana e borbonica, la Wunderkammer e l’Ottocento privato.
Il virus non ha bloccato le attività. Sono state adeguate all’emergenza le modalità d’ingresso in tutta sicurezza. Con l’introduzione dell’obbligo di prenotazione, anche tramite app, e l’obbligo di indossare la mascherina. E si è cominciato a lavorare all’offerta culturale per l’anno appena iniziato. Quando sarà possibile il Museo si presenterà al pubblico con nuove mostre e allestimenti.
Al primo piano l’esposizione L’Ottocento e la pittura di storia: Francesco Jacovacci, a cura di Maria Tamajo Contarini per il ciclo L’Opera si racconta.
Nell’arte contemporanea la mostra Capodimonte incontra la Sanità con l’esposizione delle opere dell’artista Paolo La Motta, tra cui il ritratto di Maradona bambino donato al museo grazie alla generosità dell’associazione Premio GreenCare.
Al secondo piano il nuovo allestimento del Presepe che unisce tre diversi gruppi presepiali, donati in diversi momenti da membri della famiglia Catello, riuniti dopo quasi un secolo sotto una teca costruita come le antiche scarabattole.
Nel 2021 si riparte dalla consapevolezza del presente come sottolinea il direttore Sylvain Bellenger: «Dobbiamo ricominciare da due parole: ‘scienza’ con la campagna vaccinale appena iniziata che gradualmente allontanerà la crisi sanitaria e ‘cultura’, amica insostituibile che ci ha alleviato le restrizioni del lockdown e indispensabile per continuare a essere comunità ritrovando quelle radici unitarie comuni a tutti i popoli, privati nel 2020 di importanti forme di socialità».
Nella foto di Alessio Cuccaro, la Reggia di Capodimonte






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