Ritornano le Giornate FAI di Primavera, con l’apertura al pubblico di alcuni dei tesori paesaggistici e architettonici del territorio nazionale.
L’evento interesserà anche la Campania, con la possibilità di visitare luoghi carichi di cultura e dalla forte connotazione identitaria, sotto la guida dei giovani del FAI, dei volontari ed alcuni esperti.
Un appuntamento giunto alla ventinovesima edizione, la prima dalla scomparsa della fondatrice Giulia Maria Crespi.
Fu la Crespi che nel 1975, su suggerimento di Elena Croce, prese esempio dal National Trust inglese per fondare una realtà a tutela del complesso territorio italiano, dando a gioielli architettonici e paesaggistici una narrazione nazionale e una organicità culturale.
Perché se è vero che la rusticità di una natura intatta resiste solo in alcuni luoghi, è anche vero che cultura e ambiente trovano in Italia un connubio peculiare, con riconoscimenti importanti anche a livello istituzionale, se si vuole interpretare in questo modo la fusione tra i ministeri dell’ambiente e della cultura, come non manca di ricordare Michele Pontecorvo, presidente regionale FAI.
Il programma per la Campania è ricchissimo, nei giorni 15 e 16 maggio (14 e 16 per Nisida), interesserà tutti i capoluoghi con relativa provincia e creerà non poco del proverbiale imbarazzo della scelta ai non dotati del dono dell’ubiquità.
Cosìa Napoli e provincia sarà un susseguirsi di proposte entusiasmanti, dall’apertura di Pausyllipon accessibile dalla grotta di Seano (foto in alto), con relativo anfiteatro e villa, al complesso monumentale di San Nicola da Talentino, e la sua superba vista sul Golfo.
Il percorso letterario di Nisida, nell’itinerario dei poeti, darà accesso all’insenatura naturale dell’isola, usualmente inaccessibile per la presenza dell’istituto di pena minorile.
E ancora, ai Campi Flegrei la passeggiata Misenate darà accesso al teatro romano di Miseno, visitabile da alcuni cunicoli sotterranei, da dove si potrà osservare l’antico porto, che in epoca romana ospitava la più grande flotta militare nella Classis Misenesis.
A Quarto apre La Fescina, un complesso funerario del I secolo AC, con il caratteristico mausoleo a abside piramidale, su modello di quello di Alicarnasso, una delle sette meraviglie del mondo antico.
Ercolano apre le porte di Villa Campolieto, del nobile Di Sangro, e in cui la mano vanvitelliana si scorge nella danza di giochi prospettici e stile neoclassico, per un gioiello incastonato elegantemente nel suo ambiente di progettazione.
A Benevento, protagonista sarà la città alla scoperta delle sue radici storiche, in un filo conduttore che da ponte Leproso, passerà per le rovine del tempio di Iside, la basilica della Madonna delle Grazie, arrivando al Tiro a Segno Nazionale, voluto da Garibaldi per l’addestramento delle truppe dell’Italia unita.
Caserta vedrà l’apertura del castello di Riardo, con la vicina cappella della Madonna della Stella, e le visite al centro storico si Pietramelara, alla sua Torre medioevale, per un tuffo nell’anima longobarda della regione.
A Riardo di interesse anche la visita alla Chiesa di San Leonardo e l’apertura al pubblico del Parco delle Sorgenti Ferrarelle.
Per quanto riguarda Avellino, da segnalare la visita al complesso monumentale Villa Filangieri, a Lapio, con il maestoso archivio capace di far ripercorrere la storia dell’influente famiglia fin dalle sue origini normanne.
Di notevole interesse e dalla forte promessa emotiva la visita a Castelvetere sul Calore (foto in basso) al suo borgo dalle non definite origini, abbracciato dai monti Picentini, in una terra tranquilla, intatta, ieri come oggi.
A Salerno si inaugurerà la mostra a Sud del Barocco, alla Pinacoteca, un’esposizione che indaga nelle origini di uno dei più caratterizzanti linguaggi espressivi del sud Italia. A Baronissi sarà possibile visitare Villa Farina, intatta nei decori e negli arredi, con la sala biliardo e il grande salone cinese, molto in voga negli ambienti aristocratici di fine ottocento.
Di grande fascino quanto accade sulla costiera amalfitana.
L’escursione, Andar per monasteri, che porterà i partecipanti sui lughi di culto della costiera, dal Conservatorio di Santa Rosalia, al chiostro francescano del 1200, al cimitero monumentale di Amalfi, per una immersione totalizzante in uno degli scorci naturali meglio preservati della regione.
In costiera sarà possibile accedere anche alla baia di Ieranto, unico bene di proprietà del Fondo in Campania, e che da alcuni giorni vede l’istallazione di cinque arnie, con il ritorno delle api, sentinelle della qualità ambientale. A quasi cinquanta anni dalla sua fondazione, il Fondo Ambientale Italiano, persegue nel suo progetto di tutela e divulgazione del patrimonio naturalistico e culturale italiano, nel segno della fortissima istituzionalizzazione che lo caratterizza fin dalla nascita, di un dialogo serrato con le sfere decisionali e una rete di volontari territorialmente pervasiva, che promuove con passione la ricchezza della propria terra.


Un territorio, quello campano, che nella conservazione di se stesso si rinnova e dimostra di sapersi sottrarre con eleganza e bellezza mozzafiato, alle narrative che lo vedrebbero come martoriato, avvelenato, distrutto.
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