Capri, Hollywood compie 24 anni. Riecco il Festival Internazionale di cinema organizzato dall’Istituto Capri nel Mondo con il sostegno del Ministero Per i Beni Culturali.
L’evento in programma dal 27 dicembre al  2 gennaio, vedrà nella giornata del 30 dicembre l’assegnazione, da parte di Lina Wertmüller del Capri Legend Award a Sophia Loren, a pochi mesi da quei Govern Awards, in cui proprio la diva nostrana premiò la sua amica regista con l’Oscar alla carriera.
Con oltre settanta proiezioni gratuite tra le sale di Capri e Anacapri, il Festival si propone quest’anno come dedicato al ruolo delle donne nell’industria cinematografica e alla parità di genere. E questo a partire già dalla proiezione di apertura, con “Piccole Donne”.
Ma non solo: tra gli ospiti attesi molte le donne che con il loro lavoro hanno contribuito a trasformare l’industria cinematografica modificando il ruolo che questa ha nella società moderna.
Sul palco nella serata di gala produttrici come Marina Cicogna,  Cheryl Boone Isaacs già presidente dell’Academy, che contribuì a rendere più aperta e inclusiva, Shannon McIntosh, le registe Elisa Amoruso (artefice di “Chiara Ferragni – Unposted”,documentario record di incassi italiano di sempre) e Nunzia Di Stefano (Nevia al Festival di Venezia 2019), l’attrice rumena Madalina Ghenea, l’americana Kiersten Dolbec insieme a Cristina Donadio, Alessia Fabiani, Maria Rosaria Omaggio, Virginia Apicella, Antonella Salvucci, le cantanti  Nicole Slack Jones e il soprano coreano Sumi Jo, la ballerina Lucrezia Lando e la modella italo-cubana Maylin Aguirre, madrina del Festival.
Moltissime le anteprime a livello internazionale, con la concessione di ben sei titoli da Netflix e di produzioni uscite nelle sale statunitensi in questi giorni.
Una rassegna altisonante quindi, non solo nel nome con l’accostamento di due eccellenze mondiali diversissime tra esse, forzato nella forma ma non forzato nella sostanza.
Perché se pure Capri poco c’entra con l’industria degli Studios, e se anche il cinema italiano raramente annovera tra i suoi film prodotti pari alle megaproduzioni hollywoodiane (salvo esprimere una qualità di forma e sostanza che ne fanno una categoria a parte con punte di unicità inarrivabili) lo strascico di stelle che l’isola-gioiello paventa non è da meno di quello di Hollywood.
Un’eccellenza nostrana guardata per di più da lontano, con reverenza e con quel carico di inaccessibilità che pochi posti al mondo posseggono, anche se, come dice Pascal Vicedomini, produttore dell’evento, Capri è biglietto da visita per l’italianità nel mondo, seppur con la sua esclusività e forse proprio per questa, Italia altra da quella di cui si vanno riempiendo giornali, bocche e pensieri dentro e fuori lo stivale.
Capri Hollywood è la storia di un successo made in Italy, arrivato al quarto di secolo, quest’anno quasi in contemporanea con il Palm Beach International Film Festival, con cui si inserisce in quella corsa alla premiazione che porterà l’elite mondiale del cinema prima ai Golden Globe e infine alla serata degli Oscar.
Organizzato dall’Istituto Capri nel Mondo, che ha come presidente Antonio Lorusso Petruzzi, annovera tra organizzatori protagonisti ad ogni livello del panorama cinematografico internazionale che di certo non precisano di presentazioni: da Lina Wertmuller a Mark Canton, da Aurelio de Laurentiis a Marina Cicogna ; registi come Bille August, Michael Radford , Terry Gilliam , attori come Robert Davi e Franco Nero, sceneggiatori come Enrico Vanzina.
Già molti i premi assegnati quest’anno, come quello a Lionel Richie, insignito del Capri Legend Award per il suo impegno in campo umanitario,  o il Capri Music Award a Marco Messina e Sacha Ricci per la colonna sonora del Martin Eden che ha incantato al Festival di Venezia.
Il Festival ospiterà anche due mostre: nella Casa Rossa di Anacapri una esposizione di bozzetti scenici, foto e costumi da Pinocchio di Matteo Garrone, in una selezione di eccezione scelta dal regista stesso; alla Certosa di San Giacomo, concessa dal polo museale campano la mostra My Divas, del maestro Roberto Rocco, affermatosi come uno degli obiettivi più importanti in campo cinematografico e per cui hanno posato centinaia di dive del cinema internazionale, da Julia Roberts a Claudia Cardinale, da Cameron Diaz a Monica Bellucci a Sofia Loren, per citarne solo alcune.
In questi giorni di passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, quindi, Capri sarà fulcro di una mondanità che poco aggiunge al fascino internazionale dell’Isola, set naturale da quando il Cinema esiste, gioiello che si lascia brillare lontano, quasi come non fosse parte della cultura napoletana. Distaccato e poco discreto, sembra, ma certamente cartolina ineguagliabile della napoletanità nel mondo.
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In foto, Sophia Loren, SGT M. Preston / Public domain

 

 

 

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