Contestualmente Teatro, progetto artistico di sperimentazione sui linguaggi scenici, torna con la rassegna di eventi In-Sanità ArTeatrale, nel cuore di una Napoli storica e popolare. Per saperne di più abbiamo contattato Riccardo Pisani, drammaturgo e regista della compagnia, organizzatore della manifestazione.

In foto Riccardo Pisani, ph. Martin Di Maggio
In foto Riccardo Pisani, ph. Martin Di Maggio

La compagnia Contestualmente teatro esiste dal 2015.
Avete prodotto alcuni spettacoli che hanno risvegliato l’interesse di molti. Qual è il nucleo del vostro progetto artistico?

Originariamente la nostra non era un’esigenza di formalizzazione di una compagnia stabile, il nostro progetto era di ricerca sui linguaggi artistici. Si tratta di un progetto che si rinnova di anno in anno e abbraccia diversi attori, di varia formazione andando a lavorare sempre sui linguaggi.
Partiamo dal corpo, come definizione base, difatti i nostri lavori hanno una forte impronta di teatro fisico, andando però a intersecare altre modalità, ricercando continuamente, perché il teatro è un’urgenza, uno stimolo, un bisogno, laddove questo non c’è significa che la direzione è sbagliata e bisogna continuare a cercare.
Il vostro lavoro non si limita al palcoscenico, siete impegnati in progetti sociali.
Sì, ci muoviamo anche in progetti che sono sono strettamente attinenti alla produzione teatrale. Il nostro lavoro di compagnia ha anche un risvolto sociale, per esempio da due anni è attivo un laboratorio per ragazzi con difficoltà, principalmente motorie, asperger, con sindrome di Down e autistici. Siamo anche al Giardino Liberato per un laboratorio con persone sopra i sessantacinque. Insomma, cerchiamo di ampliare le attività, sperimentarci e di riportare poi nei nostri prodotti scenici tutta l’esperienza accumulata e anche il tesoro che le persone ci passano in questi scambi.
Le modalità di lavoro rappresentano anche una scelta politica.
Autoproduzione e lavoro dal basso rappresentano una scelta politica sicuramente, non abbiamo finanziamenti, in realtà non li andiamo a cercare perché crediamo in un modo di fare cultura dal basso, inclusivo nel cuore di Napoli in un palazzo storico, rendendo il tutto accessibile economicamente autofinanziandoci. Crediamo fortemente in questa linea.
Com’è nata l’idea di In-Sanità ArTeatrale?
La rassegna nasce un po’ per gioco un po’ come provocazione, ma soprattutto dall’esigenza di riappropriarsi degli spazi, non solo intesi come spazi fisici ma anche interiori, spazi anche spazi culturali e di socialità che ci sono stati negati in questi mesi di lockdown. Chiaramente la rassegna è pensata in conformità con le regole vigenti, ma potevamo più aspettare e dovevamo ritornare al teatro, alle mostre fotografiche, ritorno alla possibilità di ritrovarsi, anche all’aperto su un terrazzo per godere di momenti di condivisione artistica.

In foto Margherita Romeo
In foto, Margherita Romeo

La proposta è stata subito raccolta dagli artisti coinvolti?
Hanno subito aderito con entusiasmo. Tutti hanno sentito che era il momento di fare questo passo, il coraggio di esporsi anche, in una rassegna che nasce dal basso. Abbiamo fatto girare la voce e la prima a rispondere è stata Margherita Romeo, attrice di grandissimo livello con la quale abbiamo collaborato in altre occasioni, che stava lavorando su Lettere luterane di Pasolini. Contemporaneamente abbiamo contattato la fotografa Stefania Zamparelli perché volevamo dare alla rassegna il titolo della opera Insanità, che si trova proprio sotto il Ponte della Sanità,  unendo l’esplorazione della malattia mentale con la Sanità che è luogo in cui si svolge il tutto. Lei ha subito accettato la proposta e di conseguenza è nata l’idea del format di abbinare la mostra fotografica allo spettacolo teatrale.
Durante l’intervista arriva la notizia del soldout della prima serata. Un grande successo.
Siamo felicissimi, la risposta di pubblico è eccezionale, abbiamo quasi chiuso anche la seconda serata. C’è voglia di spettacolo da vivo, le persone aspettavano questa cosa e ci hanno dato ragione della proposta culturale e politica di lavoro dal basso. La location della manifestazione potrebbe accogliere molte più persone, ma ovviamente ci teniamo a rispettare tutte le norme vigenti.
Il vostro spettacolo va in scena l’ultima sera.
Organizziamo la rassegna, ma lo spettacolo di Contestualmente teatro va in scena l’11 luglio, un lavoro su Gaetano Bresci, testo e regia sono miei, in scena Nello Provenzano.
Nelle altre serate comunque ci sono artisti che abbiamo conosciuto nel nostro percorso, con alcuni abbiamo collaborato altri li conosciamo per la loro professionalità e bravura. Incontrarsi e costruire qualcosa insieme è bello.
Grazie Riccardo per aver risposto alle nostre domande. Dunque, dopo la forzata astinenza di questi lunghi mesi, per quattro sabati a partire dal 20 giugno ci troveremo di nuovo a godere dell’arte e dello spettacolo dal vivo.
In-Sanità ArTeatrale in via San Vincenzo 38, al terzo piano di uno storico palazzo partenopeo, annesso al complesso della Basilica Santa Maria alla Sanità, un terrazzo che guarda al ricco quartiere della Sanità, tanta voglia di respirare l’arte in tutte le direzioni possibili.
Dalle 20 ogni sabato si potrà partecipare allo “spassatiempo” il vernissage con artista e bicchiere di vino. Dalle 21 si va in scena! Il teatro prende parlo.

Secondo il programma, il 20 giugno sarà allestita “INSANITA’ – ritratti di un manicomio mostra fotografica a cura di Stefania Zamparelli. La fotografa freeland, come ama definirsi Zamparelli, ci accompagna in un viaggio emozionante tra i pezienti del Lunatic Asylum, centro della Afghan Red Crescent Society di Harat. Alle 21 va in scena “PASOLINI, PIERPAOLO, GENNARIELLO”, lo spettacolo tratto da “Lettere Luterane” di Pasolini, di e con Margherita Romeo. Un’omaggio al grande artista e al suo amore per Napoli.

Qui sopra il logo dell'evento. In alto immagini dei partecipanti
Qui sopra il logo dell’evento. In alto, immagine tratta dalla pagina fb di Contestualmente teatro afgano”

Sabato 27 giugno sarà in mostra “Virtual body – screen experiment”, la video installazione a cura di Angela Fusillo, artista formatasi all’Accademia di Belle arti di Foggia e a quella di Napoli, vincitrice del Premio nazionale delle arti 2018. Dalle 21 “FREE STYLE – Serata di improvvisazione teatrale” con la scuola e compagnia Coffee Brecht Improvvisazione Teatrale.

Una immagine del progetto fotografico di Renato Orsini
Una immagine del progetto fotografico di Renato Orsini

Sabato 4 luglio verrà presentato il progetto “PATTY DELLE LUCCIOLE – un matrimonio di un femminiello napoletano”, mostre fotografica sull’amore e sul genere, a cura di Renato Orsini che racconta il giorno più bello di Patty e del suo sposo.
Dalle 21 va in scena “OGGI VOGLIO PARLARE” spettacolo teatrale di e con Lila Esposito e Silvio de Luca, che attraversa la contemporaneità attraverso una narrazione popfilosofica.
L’11 luglio, per l’ultima serata della rassegna, sarà in mostra il progetto “sViste”, mostra fotografica a cura di Claudio Luciano. Alle 21 va in scena “GAETANO, FAVOLA ANARCHICA” lo spettacolo teatrale su Gaetano Bresci presentato attraverso una favola di Gianni Rodari, testo e regia di Riccardo Pisani con Nello Provenzano.
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Il contributo di ingresso è di 10 euro, la prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazioni: 333 2206676 (Riccardo) – 338 2089492 (Mario)

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