La nostra amatissima pastiera non è un semplice dolce pasquale ma, un po’ come per la pizza, quasi un’icona, che affonda le proprie radici nella più antica storia del popolo napoletano.
Si dice nasca come offerta alla Sirena Partenope, che appariva ad ogni primavera emozionando con il suo canto.
Ecco la ricetta. 7 erano gli ingredienti preziosi, portati da 7 giovani e bellissime fanciulle della città: la farina, simbolo dell’abbondanza; la ricotta, dono dei pastori; le uova, come la vita che si rinnova; il grano cotto nel latte, come la vita che germoglia; l’acqua dei fiori di arancio, per il profumo migliore; le spezie, come la varietà delle genti che viveva a Neapolis; lo zucchero, per la dolcezza del canto della Sirena.
La leggenda continua con Partenope che mostra i 7 doni agli Dei e loro, inebriati da tanta passione, decidono di mescolarli tutti e creare un dolce. La pastiera Divina!
Ma non è tutto. 7 sono anche le strisce di pastafrolla che ne formano la decorazione e che riprendono la planimetria del centro storico. Ebbene si, molti non lo sanno ma rappresentano proprio la griglia dei nostri Decumani e Cardini.
E a questo proposito, passeggiando per la stradina di San Gregorio Armeno, va ricordato il recupero della preparazione della pastiera classica da parte delle monache di questo convento, che la preparavano esattamente con gli stessi ingredienti della leggenda.
Per un breve food-tour in tema, vi consigliamo una sosta da “La pastiera napoletana” in via Benedetto Croce 50, ottimo monoprodotto e con confezioni da viaggio davvero particolari; da “Leopoldo” in vari punti del centro storico, che propone una versione rivisitata in barattolo; infine da “Mazz pizza e babbà” (Mazzarri) ai Tribunali, dove potete gustarvi anche un buon caffè dopo-pastiera.
E’ pur vero che è un dolce ormai entrato a pieno titolo nel “menù”quotidiano di ogni pasticceria e si può trovare durante quasi tutto l’anno. Ma in questa quarantena possiamo affidarci solo alle nostri personali doti culinarie e quindi provare a farla da noi, anche perchè una delle cose più belle è avere la casa piena del suo profumo.
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oto gentilmente concessa dalla food blogger Valentina Cappiello

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