Processo al pensiero. Inizia così l’anno della filosofia promosso per il 2017 dall’assessorato alla cultura del Comune di Napoli. Sarà allestito un vero e proprio tribunale domenica 2 aprile alle 11, al Maschio Angioino, su iniziativa della scuola «Filosofia Fuori le Mura». Sarà un’assemblea popolare, aperta, per esprimere il voto di assoluzione o di condanna del filosofo. Con Giuseppe Ferraro partecipano Antonello Ardituro, Giovanna Callegari, Donatella Costagliola, Nino Daniele, Francesco Di Maio, Anna Iaccarino, Raffaele Lucariello, Simona Marino, Licia Pizzi, Federico Ranchetti, Sabrinex, Anna Serio, Paolo Valerio, Nadia Vembacher.
La filosofia conosce bene il tribunale, è il confine del dentro e il fuori della Città. La filosofia porta conflitto tra legalità e legittimità, tra giustizia e verità. Ogni processo contro la filosofia diventa presto un processo contro il potere. È accaduto con Socrate, Giordano Bruno, Tommaso Campanella come per tanti “cattivi maestri” nella storia ancora recente dell’Italia. Il corpo del filosofo si espone al sacrificio della democrazia per nuove prospettive di convivenza civile, per una cittadinanza senza nazione.
Filosofia Fuori le Mura è una pratica educativa sui luoghi d’eccezione, sui confini interni alla città, confini di voci, escluse o recluse e perdute. Affinché le aule saranno le piazze, i larghi, le scale, luoghi d’incontri e di parola fatti di relazioni. Per rirpendersi la città e ritrovare i sentimenti. Ingresso libero.Non è necessaria prenotazione.
In foto, Giuseppe Ferraro
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