C’è un “Quartetto” fino al 15 luglio nell’Atelier Alifuoco, una vecchia casa del centro storico di Napoli (via Cirillo 18). Spazio operativo condiviso da giovani artisti che  lo aprono a amici e visitatori interessati al loro lavoro e che di volta in volta invitano altri autori a partecipare ai loro progetti espositivi.
Il quartetto di cui parliamo è costituito da Black Napkin, Die Rote, Francesco Maria Sabatini, Lucia Schettino, lavori “spalmati” in 4 stanze diverse. Insieme,  ricerche e esiti diversi, accomunati da un elemento: l’utilizzazione dell’immagine fotografica, tra i materiali di costruzione delle opere. Tuttavia, nessuno dei quattro  ha scattat, in questa occasione, le foto di cui si è servito per realizzare i propri lavori.
Ve li presentiamo uno a uno. Cominciamo da Black Napkin, che parte spesso dal recupero di materiale fotografico non prodotto da lui, trovato in rete, rubato da qualunque fonte cartacea tra album di famiglia rinvenuto in mercatini delle pulci. E a volte lo dissemina su internet  o per strada. Spesso, invece,  lo ricicla in collage o installazioni.  In questo caso, recupera,  Just Him, uno dei soggetti di quelle foto scattate e da lui “collezionate”.
Die Rote, ovvero La rossa, si chiama così per il colore che attraversa il lavoro realizzato per la “stanza dell’armadio” dell’atelier, quindi probabilmente in futuro cambierà nome. Nelle sue Istantanee affida al corpo il compito di sintetizzare in un breve gesto un frammento di autobiografia.

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Tra le “Istantanee” firmate Die Rote. In alto, “Just Him” di Black Napkin

Francesco Maria Sabatini è ispirato, invece, da opere altrui. Piuttosto che porsi direttamente di fronte al vero, preferisce fare i conti con dipinti (Francis Bacon è uno dei riconoscibili modelli) o fotografie d’autore o, più spesso, piccole foto-non-d’autore in bianco e nero trovate nei mercatini.  Le sue Distantanee  sono dipinti di diverse dimensioni, su tela o su tavola: in prevalenza bagnanti che trascorrono serenamente (così sembra…) il loro tempo al sole o posano per lo scatto, in un trittico riproposti in varianti articolate dalla stessa immagine. Un piccolo gruppo di dipinti incrocia il Just Him in costume da bagno di Black Napkin, da Sabatini liberamente interpretato e calato in paesaggi immaginari.

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Un assaggio delle opere di Francesco Maria Sabatini

Lucia Schettino allinea la fotografia, insieme a giornali e riviste, tra i reperti dei suoi collage. Le opere di “Expello” sono una serie compatta di carte che si dispongono sulle pareti soprattutto in trittici. Variazioni da un solo motivo: su ciascun foglio di carta bianca è stampata l’immagine della testa dell’artista fotografata di spalle, presenza forte e vincolante organizzatrice che occupa una porzione non piccola del foglio e rinvia ad altri ovali.

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Qui sopra, la fotografia secondo Lucia Schettino

Per visitare la mostra curata da Marco de Gemmis basta prendere appuntamento telefonando ai numeri 339 89 83 673 (Lucia) e 329 63 14 731 (Francesco).