Un Ravello Festival patriottico, nella sua versione 2019. Sessantasette anni di storia e una svolta tutta nazionale nel programma che è stato presentato ieri in conferenza stampa a Napoli, nella sede della Regione Campania di via Santa Lucia.
La collaborazione con il teatro San Carlo, partner istituzionale, offre un panorama che  si affaccia sulla musica di casa nostra. Dal barocco al Novecento, omaggio a Vivaldi, Cimarosa, Ghedini, Smareglia, Respighi, Casella, Sgambati, Rossini, Puccini, Salviucci e Rota (di cui quest’anno ricorre il trentennale della scomparsa). Suggestivo scenario, il palco del Belvedere di Villa Rufolo, a strapiombo sul mare. Dallas primavera all’autinno (20 ottobre).
Spiegano Mauro Felicori e Rosanna Purchia, rispettivamente  commissario della Fondazione Ravello e soprintendente del Massimo napoletano: «Abbiamo immaginato un festival che offra una immagine vibrante di Napoli, della Campania e dell’Italia. La esibizione di un paese che ha radici come nessun altro nel passato ma continua a produrre cultura e orgogliosamente la propone. Due le sezioni principali: “Orchestra Italia”, che propone molte delle migliori orchestre sinfoniche italiane e “La meglio gioventù”, che offre la grande ribalta ai ragazzi dei conservatori italiani (la sezione ha preso il via già il 17 aprile ndr); mentre un percorso musicale originale, pieno di invenzioni, propone il dialogo fra la composizione italiana e quella europea, in una visione universale della cultura, lontana da ogni provincialismo».
Torna a Ravello dopo la prima di tre anni fa, Juraj Valčuha che guida l’Orchestra del San Carlo, grande protagonista del concerto inaugurale (il 30 giugno) ma anche del 18 luglio, accanto ad altre orchestre come quella  sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano diretta da Claus Peter Flor e del Teatro Carlo Felice (direttore Wayne Marshall).
Non c’è più la danza, ma spunta la potenza del diletto con 3 appuntamenti affidati a formazioni corali amatoriali con la collaborazione dell’Arcc, l’associazione regionale cori campani.
Il fuoriprogramma è assicurato due incontri (interattivi con il pubblico) proposti da Città della Scienza di Napoli. Il primo (16 luglio), omaggio all’allunaggio di cui quest’anno ricorre il cinquantenario, sarà una serata di osservazione del cielo con una maratona notturna di musica, poesia e telescopi. Il secondo  (23 luglio) si concentra su intelligenza artificiale e robotica, tra scienza e fantascienza.
Nuova anche la grafica   curata da Pino Grimaldi che punta sul logotipo “Ravello” e la sintesi monogrammatica della “R” inscritta nel pittogramma dell’infinito, (tratto dall’ambone del 1130 presente nella Cattedrale). Il brand completo unisce  Fondazione, Villa Rufolo, Festival. La star è Ravello.
Nella foto di Pino Izzo, la facciata di Villa Rufolo a Ravello
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