Le disobbedienti/Alessandra Giovanile e Virna Mejetta svelano le bastarde di Francia. Ai tempi del cardinale Richelieu

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Una novità appena arrivata in libreria. Cappa e spada: i Moschettieri e la Francia.  Un genere letterario in cui le figure femminili, di solito, fanno da contorno a intrighi, cospirazioni, trame politiche, amori e tradimenti. Non è difficile immaginare perché: a scrivere le storie, romanzi e sceneggiature, sono gli uomini.
Alexandre Dumas e gli altri descrivono la corte di Luigi XIII di Borbone negli aspetti politici e pittoreschi in cui alle donne è affidato il ruolo di mogli, amanti e figlie. Questa volta è diverso a scrivere sono due donne, le separa un oceano e un fuso orario di sette ore, eppure, nella scorrevolezza del testo non si nota nessuna giuntura.
Scrivere a quattro mani non è cosa facile, è come lavorare a maglia, il rischio è che si avverta il cambio di passo. Alessandra Giovanile e Virna Mejetta, nel loro raccontare la Francia di Richelieu e di Maria de’ Medici, superano a pieni voti la prova della scrittura condivisa dando vita a una trama in cui i personaggi comprimari sono gli uomini. Un ribaltamento sottile, non strillato né eclatante ma significativo.
Chi sono le bastarde di Francia? Il libro ci conduce attraverso la storia di due donne che, pur consapevoli dei limiti imposti dalla società, si ribellano alle scelte che altri hanno fatto decidendo della loro vita. Si oppongono strenuamente a un destino che le vorrebbe sottomesse e accondiscendenti giocando al meglio le loro carte.
Vivono, pensano e si esprimono come donne della loro epoca ma non accettano l’imposizione delle figure maschili che ne fanno pedine nei loro giochi di potere. La ragion di Stato le vuole, come tante altre, valore di scambio nella costruzione di alleanze, progetti di espansione e annessioni di territori. I sentimenti, è cosa risaputa, nulla hanno a che vedere con i doveri verso chi disegna e decide la politica.  
Madeleine Pidoux, la protagonista, è colta e con la sua indipendenza di pensiero irrita, provoca rabbia, disapprovazione e desiderio di piegarne la forte personalità non consona a una donna negli uomini che vedono – e affermano – una ineluttabile divisione dei ruoli dettata dalla natura.
Una donna istruita, che ha accesso alla conoscenza, è pericolosa. Madeleine è uno spirito critico con una attitudine alla retorica e una curiosità intellettuale che la porta a ricercare la verità, cominciando dalla sua storia personale.
Ha bisogno di scoprire gli aspetti nascosti della sua famiglia per rinsaldare la costruzione del processo identitario. Per quanto terribile possa essere la verità il non conoscerla sarebbe di gran lunga un castigo peggiore. Allo stesso modo agisce decidendo che sarebbe assai più doloroso rinunciare ad amare per timore della sofferenza invece che amare e dover separarsi dall’amato.
Madeleine vuole vivere, non considerarsi una vittima. I caratteri delle protagoniste sono ben delineati e accompagnano il lettore/trice per quasi settecento pagine in avventure, colpi di scena, duelli e storie di amore appassionato.
Gli ingredienti per una piacevole lettura ci sono tutti. La ricerca storica è ben curata nella scelta dei personaggi minori, esempi ne sono la marchesa Catherine de Rambouillet  prima salonnière del Seicento nella Chambre Bleue e la Badessa dell’Abbaye aux Dames di Montmartre, nell’ambientazione con la descrizione dei luoghi, dell’arredamento e nei dettagli dei costumi e della moda dell’epoca.
Può una ragazza tenere in scacco i moschettieri del Re e il temibile cardinale Richelieu? Possono due ragazze avere l’ardire di desiderare cose e assumere comportamenti, normalmente, riservati agli uomini?
©Riproduzione riservata 

IL LIBRO
Alessandra Giovanile, Virna Mejetta –
“Bastarde di Francia. La figlia del Cardinale”
Piemme
pag. 687 € 19,50


LE AUTRICI
Alessandra Giovanile ha studiato architettura al Politecnico di Torino e lavorato per anni a contatto con il pubblico,  apre un blog nel 2011, ricettedicultura.com che per i suoi contenuti trasversali tra cucina e storia e cultura la porta a collaborare con differenti realtà del territorio piemontese e aziende italiane del settore alimentare.
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Virna Mejetta architetta, vive e lavora a Barcellona. Collabora con riviste di interior design, passa al mondo della moda per scegliere, poi, di seguire la sua vocazione: vivere viaggiando.

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