Intorno alla questione dei teatri in epoca covid v’è molta retorica, e molto si è discusso. Ma spesso si tratta di una retorica non sterile, manifestazione esteriore di un’intimità ferita: quella di chi per lavoro organizza una programmazione di livello internazionale, e deve considerare che quasi due terzi dei 1300 posti a sedere del Teatro Lirico più antico d’Europa, resteranno vuoti  causa Pandemia.
Dopo un anno, in cui, a detta di Lissner, i luoghi del nutrimento dell’anima sono rimasti senza anima, il San Carlo presenta la Nuova Stagione 21/22, una delle più belle degli ultimi anni, che si apre con una straordinaria, per un senso e per l’altro, doppia inaugurazione.
Una situazione, come dice il sovrintendente, che si spera non si verifichi più, a chiusura di un periodo che ha visto anche i grandissimi in affanno. Il livello è comunque altissimo, sia nella Bohème diretta da Valčuha con regia di Emma Dante, riproposta dallo scorso anno e prevista a ottobre, sia nell’Otello per la regia di Mario Martone, con il ritorno della superstar Jonas Kaufmann nei panni del protagonista, dopo la sua comparsa a Napoli ne La Cavalleria Rusticana.
Un rilancio, con tantissime novità. Non solo sul palco. Per il necessario rinnovarsi del coro e del corpo di ballo, sempre più centrale nella politica culturale del San Carlo, il Lirico si rivolge a tutti con due bandi pubblici per Voci e Ballerini. Le selezioni sono previste ad ottobre.
A uno sguardo allargato, la stagione 21/22 è un assaggio della programmazione di lungo periodo che vedrà, nell’arco di qualche anno, un rinnovamento interno permanente e tutta la lirica mondiale affacciarsi su Napoli dal suo palco più bello.
Ma cosa ci aspetta per il prossimo anno? Oltre alle già citate aperture, troviamo subito tanto Donizetti, con Lucia di Lammermoor e Le tre Regine, che riporta a Napoli il soprano statunitense Sondra Radvanovsky sotto la direzione di Riccardo Frizza, ma anche tanto Bellini con La Sonnambula, e la produzione del Teatro Real di Madrid de I Puritani, che vede debuttare al Lirico Lisette Oropesa nel ruolo di Elvira, e Xabier Anduaga in quello di Arturo Talbo.
Riconferme per La Traviata di Verdi, targata  Ferzan Ozpetek e ritorno anche della Tosca di Puccini, per la regia di Edoardo De Angelis. E ancora Aida con le due Anna Netrebko/Pirozzi, che si alternano nel ruolo della protagonista, e Il Barbiere di Siviglia, con sul palco ancora Xavier Anduaga e Davide Luciano nel ruolo di Figaro.
Dan Ettinger dirigerà, invece,  Così fan tutte di Mozart, un allestimento del teatro San Carlo in coproduzione con la Wiener Staatsoper.
Di grande peso le co-produzioni internazionali. Quella con il Komische Oper Berlin, che porta sul palco l’Evgenij Onegin di Čajkovskij e quella trasversale tra Bayerische Staatsoper, Deutsche Oper Berlin, Greek National Opera Athens, Liceu de Barcelona e Opéra National de Paris, con la regina mondiale della Performing Art Marina Abramović in 7 Death of Maria Callas. Lo spettacolo è una produzione multimediale con video e performance, per la regia di Abramović, anche interprete, e la presenza in video dell’attore statunitense Willem Dafoe.
Sul palco si darà vita a sette eroine della storia della lirica: Carmen (Annalisa Stroppa),  Floria Tosca (Valeria Sepe), Desdemona (Nino Machaidze), Lucia Ashton (Zuzana Markóva), Norma (Roberta Mantegna), Kristine Opolais (Cio-Cio San) Violetta Valery (Selene Zanetti).
Chiude il Tristan und Isolde, di Wagner con regia di Lluis Pasqual, in scena dal 27 ottobre al 5 novembre 2022.

Jonas Kaufmann fotografato da Gregor Hohenberg
In alto, Mario Martone in uno scatto di Marco Ghidelli


La stagione del Balletto prevede invece 4 spettacoli, con una apertura da sogno: Il lago dei Cigni di Čajkovskij nella versione di Patrice Bart, per la prima volta al San Carlo.
Ricchissima anche la stagione dei concerti, con 25 spettacoli. Tra le novità più attese il festival pianistico, a cavallo tra aprile e maggio 2022, che apre con Daniel Barenboim, e vedrà il debutto del prodigio Alexandra Dovgan, classe 2007, già numerosi premi vinti e mani che sembrano venire da un’altro pianeta.
Il San Carlo rompe gli indugi, quindi, intorno a una serie di novità che porteranno i primi effetti concreti della gestione Lissner, la cui sovrintendenza iniziata con la pandemia non è mai davvero decollata.
Si prospetta una programmazione di lungo periodo felicissima, che vedrà i nomi blasonati e nuovi astri nascenti a Napoli, per portarvi la più internazionale delle arti dal vivo.
Un periodo di cui la stagione 21/22 è solo una piccolissima, ma preziosa parte, e che permette di intuire un rinnovato lustro per uno dei teatri più belli del mondo.
D’altro canto, per chiudere con le parole di di Giuseppe Tesauro, consigliere della Fondazione del Teatro: noi napoletani dobbiamo essere orgogliosi di avere un simile patrimonio nella nostra città. Il San Carlo è nei nostri cuori, e merita tutta la nostra solidarietà e attenzione.
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