Vittorio Feltri all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Domani giovedì 5 settembre, alle 17, presenta il nuovo libro edito da Mondadori,  Il Borghese. La mia vita e miei incontri di cronista spettinato. Irriverente, ironico e spesso cinico.

Vittorio Feltri| ilmondodisuk.com
Qui sopra, la copertina del libro. In alto, uno dei protagonisti del volume, Enzo Biagi, negli studi Rai

Paagine dove racconta la  storia d’Italia in 50 anni di giornalismo. Dalla politica alla cultura. Con l’autore, nella sala degli Angeli dell’ateneo (in via Suor Orsola 10, ci saranno il rettore Lucio d’Alessandro, l’ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita, lo scrittore Paolo Isotta, i giornalisti Marco Demarco, editorialista del Corriere della Sera e direttore della Scuola di giornalismo “Suor Orsola Benincasa” e Alessandro Barbano, già direttore de “Il Mattino” e Luigi Compagna, senatore per quattro legislature durante le quali è stato membro di numerose Commissioni parlamentari d’inchiesta come quella sul rapimento e la morte di Aldo Moro.
Dagli esordi, giovanissimo, all’Eco di Bergamo, dove si occupava di cinema, sport e cronaca, alla fondazione di Libero, Feltri ha attraversato mezzo secolo italiano, osservandone le svolte cruciali da cronista scapigliato.
Una vita costellata di innumerevoli soddisfazioni professionali ma anche di memorabili incontri con protagonisti del Novecento, di cui ricorda pregi e difetti, schizzandone ritratti ricchi di aneddoti.
Dalle incursioni di Oriana Fallaci, «dea e tiranna» capace di mettere a soqquadro la redazione di via Solferino, alle bizzarre esibizioni canore di Eugenio Montale («era come un usignolo, se aveva voglia di cantare se ne infischiava di tutto e tutti») e alle passioni culinarie di Enzo Biagi («mangiava come un assassino di pasta asciutta») o di Amintore Fanfani («cucinava meglio di uno chef stellato»).
Feltri non manca di soffermarsi, infine, sul suo rapporto burrascoso con Indro Montanelli e con Giorgio Bocca, il suo miglior nemico.